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Il Cavallo di Leonardo a spasso per Milano

In occasione dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, la statua bronzea del Cavallo di Leonardo custodita all’Ippodromo Snai San Siro diventa protagonista di un importante progetto di valorizzazione.

Nel 1482 Ludovico il Moro Duca di Milano, propose a Leonardo di costruire la più grande statua equestre del mondo: un monumento a suo padre Francesco, che era anche il fondatore della casata Sforza.
L’impresa di per se’ era colossale, non solo per le dimensioni previste della statua, ma anche per l’intento di scolpire un cavallo nell’atto di impennarsi ed abbattersi sul nemico. Leonardo sapeva perfettamente che la qualità del cavallo era molto importante per sottolineare l’importanza del personaggio e quindi studiò a fondo, nelle scuderie ducali, tutti i dettagli anatomici dell’animale, realizzando diversi disegni preparatori usando come modelli alcuni cavalli già famosi per la loro bellezza.
I lavori di preparazione vennero interrotti anche dalla preparazione delle nozze di Anna Maria Sforza con Alfonso I d’Este e di quelle fra Ludovico il Moro e Beatrice d’Este, che fecero preoccupare il Moro, il quale nel 1489 fece pervenire, una lettera a Lorenzo il Magnifico datata 22 luglio per chiedere la collaborazione di fonditori in bronzo fiorentini
Ma, nessuno si presentò: erano infatti gli anni in cui il Magnifico lamentava la mancanza di validi scultori sulla scena, decidendo di aprire la famosa scuola del giardino di San Marco.
Nel frattempo il progetto era cambiato. Il cavallo rampante probabilmente creava troppo problemi di equilibratura. il monumento venne ripensato di forme colossali, fino a quattro volte più grande del naturale. Leonardo, con questo monumento, voleva realizzare un’opera che oscurasse tutte le precedenti statue equestri
Il colossale modello in creta venne esposto pubblicamente, nel 1493, suscitando l’ammirazione generale.
Era infatti “12 braccia alto la cervice” (più di sette metri). A quel punto l’opera doveva solo essere ricoperta di uno spesso strato di cera e quindi della “tonaca” in terracotta, in cui versare il metallo fuso.
Tutto era pronto per realizzare davvero l’opera, ma le 100 tonnellate di bronzo necessarie alla realizzazione del monumento non erano più disponibili, essendo state utilizzate per realizzare dei cannoni utili alla difesa del ducato d’Este dall’invasione dei francesi di Luigi XII.
Leonardo abbandonò il progetto e partì da Milano. All’arrivo delle truppe francesi a Milano nel 1499, Il modello del cavallo lasciato a se stesso nel Castello Sforzesco venne preso di mira dalla soldataglia, che lo usò come un tiro a segno per esercitare le balestre, frantumandolo e distruggendolo completamente

Oggi il Cavallo di Leonardo rivive attraverso Il Leonardo Horse Project, ideato da Snaitech e patrocinato dal Comune di Milano che lo ha inserito tra i principali eventi del palinsesto Leonardo500, celebra la ricorrenza con la realizzazione di riproduzioni in scala dell’opera, personalizzate da artisti e designers di fama internazionale; Andrea Mancuso, Daniele Papuli, Markus Benesch, Antonio Marras, Simone Crestani, Serena Confalonieri, Mario Trimarchi , Marcel Wanders, Roberto Fragata, Marcelo Burlon, Matteo Cibic, Elena Salmistraro, Vito Nesta

In mostra fino al 31 ottobre i cavalli di Leonardo si spostano per la citta’ , di cortile in parco in spazi di interesse storico e urbano…
Prima di essere dislocati a Milano, questi Cavalli saranno inoltre posizionati in altre città italiane

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