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Chi vuoi salvare: il tuo caro o il tuo cane

dogs in the cityNon dovrei, e lo so’…
Non dovrei fare dei personalismi, oggi mi trovo a farli e dato che parlero’ di cose e fatti personali diro’ esattamente cio’ che sento.
Il Cancro e’ una brutta bestia, una “brutta malattia” come dicono alcuni anziani per non nominarla, come se potesse contagiare solo facendone il nome, ed in questi giorni, la “brutta malattia” si e’ ripresentata vicino a casa nostra, una giovane amica di famiglia …
A parte che, si e’ sempre troppo giovani per morire di qualunque malattia, questa giovane donna e’ l’ennesima persona che conoscevo rapita da questo male.

Vogliamo parlare dello strazio che subisce tutta la famiglia, fino all’ultimo appesi ad una speranza, fino all’ultimo ci si guarda negli occhi, aspettando un segnale, un cenno, il famoso miracolo che nel 90% delle volte non accadra’… E quanto male fa’, quando negli ultimi giorni, spesso sotto l’effetto della morfina il nostro caro e’ in grado di dire cose come “ti aspetto lassu'” lacerandoti il cuore per tutto il resto della vita…
Il Cancro fino ad oggi ha bussato alla nostra porta portando via; mio cognato Florindo, mia zia Anna, Gemma la madrina ereditata da mia sorella, un mio amico Marco, per citare solo alcune delle persone che mi hanno segnato di piu’…
Perche’ se volete parliamo dei vostri cari, non valgono meno dei miei!
Persone di vari ceti sociali e non ne e’ stato risparmiato nessuno, per convalidare la teoria che non conta avere piu’ disponibilita’ di danaro quando arriva una piaga del genere.
Persone per le quali piango ancora adesso solo a pensarci, e non vedo piu’ lo schermo del PC…

green.hillQuindi, mentre la mia famiglia corre in auto da una parte all’altra dell’italia per portare conforto a chi non avra’ mai consolazione, mi chiedo per l’ennesima volta;
A cosa serve la Vivisezione ops, scusate la “sperimentazione animale”?
A cosa serve che milioni di animali vengano torturati trucidati in nome di un progresso scientifico che poi in realta’ non abbiamo.
Per vendetta?? Per Vendetta psicologica di quegli sperimentatori frustrati dai problemi che abbiamo anche noi…Ossesionati dall’arrivare Primi ad un ennesimo falso Risultato, per rubarci ancora soldi, con SMS solidali, vendita arance, vendita piante…
E su questo vorrei che fossero franchi e limpidi, dovrebbe essere di legge dire e scrivere “QUESTA RACCOLTA FONDI FINANZIA LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE” lasciando la facolta’ di decidere ai poveri avventori.
Che brutto!! Che brutto che ci sia chi specula sul nostro buon cuore… perche’ si sa’, quando arriva “la brutta malattia” a bussarti alla porta e ti chiede “chi vuoi salvare, il tuo caro o il tuo cane” non ci sia una risposta.
Perche’ ancora oggi puoi esimerti dal rispondere tanto il cancro portera’ via il tuo caro malato e la vivisezione portera’ via la vita ad altri milioni di vite come quella del tuo cane, ed io vorrei che non accadesse piu. (Davide Cavalieri)

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4 Comments

  1. Caro Sandro,
    non ho neanche avuto bisogno di leggere tutto il tuo articolo; mi sono messo subito a scrivere perché il binomio cancro-sperimentazione è stimolante già di per se. Mia madre ha avuto due tumori, il secondo dei quali se la è portata via: il primo invece, pur non avendola uccisa, l’ha costretta per un anno a letto, con continue medicazioni spesso dolorose. Io qui non voglio entrare nel merito della sperimentazione sugli animali; non sono abbastanza preparato dal punto di vista medico per poter dire se essa è “tutta” necessaria, oppure no. Comunque, anche se da profano, posso dare un giudizio che risale a monte della sua validità. E mi riferisco, questa volta con molta cognizione di causa, allo stato della sanità qui in Italia. Perché tiro fuori questo discorso? Semplicemente perché ritengo che prima di utilizzare tanti fondi per la sperimentazione sugli animali nel tentativo di curare le malattie quando esse si sono manifestate, sarebbe molto meglio spendere almeno una parte di questi soldi in prevenzione, cosa che qua in Italia non viene fatta, ed un’altra parte di questi soldi per assistere e curare a domicilio i malati. Anche questo in Italia non viene affatto, se non da alcune associazioni, che però, soprattutto per quanto riguarda i tumori, non hanno abbastanza personale e dei fondi per poter prestare il loro aiuto a tutti coloro che ne hanno bisogno. Quando mia madre è rimasta a letto per più di un anno, ha potuto contare solo sul mio aiuto; mio padre, poveretto, quando la vedeva soffrire non gli reggeva il cuore, non parliamo poi di dimenticare le sue ferite. Ma, nonostante l’avessi più volte richiesto, non ho avuto nessun tipo di aiuto a domicilio né dalle strutture pubbliche, né da quelle private. Pertanto direi che il punto non è quello di stabilire se la sperimentazione sugli animali sia un valido sistema scientifico oppure no; il punto sarebbe casomai quello di ridurre o annullare innanzitutto gli stanziamenti nelle ricerche inutili, ripetitive, che sono già state fatte in altri paesi, come quelle che vengono fatte ogni volta che si sperimenta un nuovo farmaco in Italia. La legge prescrive infatti che, ogni volta che viene immesso sul mercato un nuovo farmaco in Italia, esso debba preventivamente essere sperimentato sugli animali, anche nel caso in cui questo sia già stato fatto in un paese estero, per lo stesso medicinale. E quindi anche nel caso in cui esista un’ampia bibliografia medica sulle caratteristiche di tale medicinale, per poterlo commerciare in Italia, bisogna necessariamente sottoporre a sperimentazione un grande numero di animali che potrebbero senz’altro essere risparmiati se solo ci si prendesse la briga di dare fiducia agli studi fatti da organismi competenti all’estero. Mi verrebbe quasi da dire, con un po’ di cattiveria, che è più facile sperimentare sugli animali, piuttosto che tradurre un documento in lingua straniera, oppure, ancora, che questo è un valido sistema per procurare fondi a talune persone. Ma comunque, e con questo concludo, è semplicemente inaudito che vengano spesi milioni per fare della ricerca sulle malattie, quando poi ci sono centinaia e centinaia di disabili o di malati cronici costretti a letto, lasciati in balia di se stessi, o dei loro parenti, quando si potrebbe senz’altro creare nuovi posti di lavoro per l’assistenza domiciliare agli anziani, ai disabili e malati cronici, a livello domiciliare. Quasi dimenticavo, a proposito di molte associazioni che richiedono soldi, ormai in tutte le maniere, tieni presente che una buona fetta di questi soldi serve per mantenere le associazioni, pagare gli affitti delle sedi, i computers, quando non anche gli stipendi di chi lavora per queste associazioni. In sostanza, chi dona soldi per queste associazioni lo fa pensando che magari tutti i soldi che gli dà vadano a finire per lo scopo per cui lavora l’associazione, mentre invece, all’atto pratico solo una piccola parte di questi va a finire dove dovrebbe. Una doppia fregatura quindi, per chi dona.
    Ringraziando, un saluto da Bruno.

    • davide.cavalieri says:

      Grazie Bruno della tua Ottima opinione che appoggio.
      C’e’ poca informazione e chi non vuole vedere non vede, come ben sai.
      L’unica nota dolente e che mi chiamo Davide… ma davvero non conta quando si parla di cose di questo genere!

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