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Il governo impugna la legge veneta sulle sanzioni da 3600 euro per chi disturba i cacciatori

Il Governo nella seduta di venerdì 10 marzo 2017 ha impugnato alla Corte Costituzionale la prima legge del 2017 della Regione Veneto, la L.R.1/2017 che prevedeva sanzioni da 600 a 3600 euro per chi disturba o turba i cacciatori, perché ritenuta incostituzionale in ben quattro articoli della Costituzione italiana.

Il Governo ha ritenuto la norma illegittima perché “individuava come illeciti amministrativi comportamenti di disturbo o di ostruzionismo delle attività venatorie e piscatorie, stabilendo al riguardo specifiche sanzioni amministrative, eccedono dalle competenze regionali. Esse invadono infatti la competenza legislativa riservata allo Stato dall’art. 117, secondo comma, lett. h) e l), della Costituzione, in materia di ordine pubblico e di sicurezza, nonché in materia di ordinamento civile e penale. Tali previsioni regionali risultano inoltre contrarie ai principi di legalità, razionalità e non discriminazione rinvenibili negli articoli 25, 3 e 27 della Costituzione.”
Andrea Zanoni, consigliere regionale Pd e Vice presidente della Commissione Ambiente ha dichiarato: “Sono estremamente felice di questo esito perché contro questa legge indecente, voluta da Berlato e promulgata da Zaia, ho condotto, sia nelle commissioni che in aula, una strenua battaglia provvedendo ad inviare, dopo la sua approvazione, un mio ricorso al Governo affinché la impugnasse.  Questo è un sonoro ceffone a Zaia e Berlato che continuano a promulgare e proporre leggi indecenti e incostituzionali.
Al disperato Berlato in questi giorni non ne va proprio una giusta: prima la bocciatura da parte dei sindaci del Parco Colli della sua norma taglia parco, adesso questa nuova batosta.  Berlato nel tempo non fa altro che collezionare sonore e continue bocciature per incostituzionalità delle sue fantasiose e indecenti leggi, prima la L.R.18/2016 su nomadismo venatorio, caccia al Cormorano, deroghe all’opzione di caccia, caccia da natante, consigli direttivi dei Comprensori alpini, adesso la L.R.1/2017 sulle sanzioni da 3600 euro ai cittadini veneti che disturbano o turbano i cacciatori.
Chissà che Berlato decida finalmente di mettersi a studiare quanto meno l’abc del diritto e soprattutto la Costituzione; è senza precedenti che si arrivi ad impugnare una legge perché ritenuta in contrasto addirittura non con uno ma con ben quattro articoli della Costituzione!
Sarebbe il caso che Berlato si dedicasse all’ippica, forse lì otterrebbe maggiori successi dato che finora a vantaggio dei sui sostenitori, i cacciatori veneti in deroga, è riuscito solo a far cambiare il loro menu: da polenta e “osei” come i Fringuelli a polenta e Nutrie, l’unica legge che non gli hanno bocciato.
Zaia dovrebbe farla finita una buona volta di promulgare e assecondare queste “leggine” nate già morte  dato che poi, nella pratica, le bizzarre manie legislative inconcludenti di Berlato si traducono in un esborso certo di denaro dalle tasche dei cittadini: basti pensare alle ore di dibattito delle commissioni, del Consiglio, le ore di lavoro degli uffici regionali,  i costi da sostenere per i contenziosi in sede costituzionale, quando in Veneto sul tavolo di lavoro ci sono problematiche di gravissimo rilievo che giacciono da mesi.
Questa è una vittoria dei cittadini onesti e rispettosi della legalità, una vittoria delle associazioni che hanno scritto al Governo contro la legge come LAC, LAV, ENPA, Legambiente, LIPU, WWF, Grig, IAMS, e di quelle che assieme alle prime hanno manifestato ripetutamente e tenacemente a Venezia come Oipa, Meta, Uepa, Liberi Tutti, CPV, nonché di tutti quei cittadini che hanno manifestato e scritto email di protesta.

 

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