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Uova e latte alla diossina, l’UE spinge l’Italia ad intervenire


Il Commissario Ue Tonio Borg risponde alla denuncia dell’eurodeputato PD Andrea Zanoni degli alti livelli di diossine, furani e PCB in latte e uova prodotti vicino ai siti di interesse nazionali. Zanoni: “Invito la Regione Lombardia, dove sono stati registrati alti livelli di queste sostanze, ad agire immediatamente per tutelare la salute dei cittadini. Visto che si tratta di contaminazioni a livello europeo, l’UE deve redigere, insieme ai governi nazionali, un piano d’intervento che protegga le produzioni alimentari e risolva all’origine questo inquinamento”
Gradito ritorno ai microfoni di Radiobau l’eurodeputato Andrea Zanoni, con il quale discutiamo su questa incresciosa sistuazione, principalmente dovuta all’incuria con quale vengono scelti i luoghi per l’allevamento di quelli che dovrebbero essere animali fortunati!
“Si perche’ stiamo parlando di animali che al contrario di altri vengono allevati a terra, nel massimo rispetto. Al contrario delle povere Galline da Batteria, che non vedono mai un raggio di sole, questo caso che e’ emerso, va’ a prendere in analisi non le condizioni di come sono tenuti gli animali… ma tanto il luogo dove vengono allevati, che per qualche motivo risulta inquinato e dannoso per gli animali e per i loro frutti…”

“La raccomandazione 2013/711/UE della Commissione europea sulla riduzione della presenza di diossine, furani e PCB nei mangimi e negli alimenti, raccomanda agli Stati membri che, qualora si riscontrino livelli superiori al livello d’azione nel caso delle uova biologiche e delle uova da allevamento all’aperto, si compiano indagini per identificare la fonte della contaminazione e si adottino misure per ridurre o eliminarla”. E’ la risposta del Commissario Ue Tonio Borg all’interrogazione dell’eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, che ha denunciato in Europa il monitoraggio nazionale italiano su diossina e PCB in latte e uova prodotti vicino ai siti inquinati di interesse nazionali e i preoccupanti dati relativi alla Lombardia. Zanoni: “Fatto il monitoraggio e avuti i risultati, adesso bisogna agire subito sia per prevenire che i consumatori italiani vengano in contatto con queste pericolose sostanze che per risolvere all’origine la fonte di questo inquinamento. Per questo invito soprattutto la Regione Lombardia, visti i preoccupanti livelli di diossina riscontrati, a non perdere tempo in chiacchiere e ad intervenire nel reale interesse dei suoi cittadini”.

Il Commissario Ue conferma che “per assicurare un livello elevato di protezione della sanità pubblica, le uova che presentino un livello di diossine e di PCB superiore al livello massimo stabilito non possono essere commercializzate nell’UE. Gli Stati membri hanno la responsabilità di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la salute pubblica in relazione alle uova prodotte nei cortili e destinate al consumo personale e non alla commercializzazione”.

Il Commissario Ue, infine, risponde a Zanoni che “la Commissione può confermare che casi analoghi di contaminazione delle uova si sono verificati anche in altri Stati membri dell’UE”. “Mi auguro che, vista la diffusione europea di questo inquinamento da diossina, le autorità europee non si limitino alle raccomandazioni ma lavorino, di concerto con i governi nazionali, a un piano internazionale che metta al riparo le coltivazioni agricole da queste pericolose fonti di inquinamento”, conclude l’eurodeputato.

NOTE

Livelli massimi per le diossine e i PCB diossina-simili sono fissati dal regolamento (CE) n.1881/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006, che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari. L’articolo 1 del regolamento stabilisce che i prodotti alimentari non possono essere commercializzati se contengono un contaminante in quantità superiore al tenore massimo indicato.

I dipartimenti di prevenzione veterinaria delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) hanno analizzato campioni di uova provenienti da novantuno allevamenti destinati all’autoconsumo nel raggio di dieci chilometri dai siti industriali di Sesto San Giovanni, Cerro al Lambro (MI) e Mantova. Nel 75% delle uova analizzate il quantitativo di diossina e PCB risulterebbe essere superiore al limite di 6 picogrammi per grammo di grasso previsto dal regolamento CE n. 1881/2006.

I siti inquinati di interesse nazionale sono aree che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee, come previsto dal d. lgs. n. 152/2006 cosiddetto “Codice dell’Ambiente”.

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