SOS BAU

Rondoni, simbolo della Primavera, in difficolta’!

E’ sicuramente uno dei simboli interplanetari della pace, della bellezza e della rinascita poiche ‘ considerata portatrice della Primavera.
Eppure negli anni anche lei, povera ha visto perdere il suo valore in una societa’ consumista, menefreghista e troppo spesso commerciale, tanto da rinunciare ai valori piu’ semplici.
Se e’ pur vero che “Una rondine non fa’ primavera. Che primavera e’ senza Rondini??”
Ed eccoci quindi con Piero Milani del Centro Fauna Selvatico ed i suoi Preziosi Volontari che ogni giorno, salvano un pezzo del nostro pianeta. In silenzio come formichine, si adoperano per la salvaguardia degli animali piu’ indifesi, recuperano, guariscono e reinseriscono in natura.
Un programma che amo definire “Semplicemente Meraviglioso”
A decine, poi a centinaia ed infine a migliaia, cadono sui marciapiedi parcheggi o in piazze delle nostre città…
Alcune centinaia di questi rondoni, arrivano al Centro Fauna Selvatica il Pettirosso come del resto tutti gli anni.
Non è una malattia o pandemia, ma più semplicemente sono i giovani rondoni che tentano di spiccare il primo volo, ma le loro ali lunghissime e possenti non gli consentono un nuovo decollo, le stessi ali che poi gli permetteranno lunghe migrazioni attraverso continenti a 10 mila metri di quota, per migliaia di chilometri con una velocità intorno ai 100 all’ora
Questo li pone vulnerabili ai predatori ai raggi cocenti del sole ed ancora peggio a digiuni che indeboliscono questi stupendi animali.
La gente li trova e chiama i volontari o ancora meglio li porta al Pettirosso. Qui’ poi, a seconda dell’età ed esigenza vanno in voliere lunghe più di 20 metri e vengono recuperati solo per alimentarli con una miscela specifica a base d’insetti, si perché questi animali sono utilissimi, perché come tanti altri uccelli sono insettivori e dunque zanzare mosche ecc.. sono per loro un pasto prelibato.
Chi dopo pochi giorni chi dopo settimane vengono inanellati da un’inanellatore dell‘Ispra, alla zampina che porterà come se fosse una carta d’identità.
Con questo anellino si riuscirà a sapere informazioni sull’età le rotte di migrazione, la crescita della specie o il declino e tante altre informazioni.
Arriva il giorno fatidico dove i volontari gli fanno scaldare i muscoli prima di dargli la spinta per volare verso la seconda possibilità.
Piero Milani
www.centrofaunaselvatica.it

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