Un’operazione congiunta tra la Guardia di Finanza – Sezione Operativa Navale (Roan) di Napoli – e
l’organizzazione per la conservazione marina Sea Shepherd ha portato, all’inizio di giugno, alla
rimozione di una rete da pesca illegale lunga circa 5 chilometri, nelle acque antistanti Castel
Volturno.
Un’azione cruciale per la salvaguardia dell’ecosistema marino e, in particolare, per la
Caretta caretta, tartaruga marina presente nel Mediterraneo e classificata come specie vulnerabile
nella IUCN Red List.
L’intervento, condotto dalla nave Sea Eagle di Sea Shepherd in stretta collaborazione con i militari
della Guardia di Finanza, ha permesso di localizzare e recuperare la rete, posizionata a brevissima
distanza dalla costa, proprio in una zona strategica per la nidificazione delle tartarughe. All’interno,
sono stati trovati diversi esemplari di fauna marina – seppie, granchi e altri animali – fortunatamente
ancora vivi e immediatamente rilasciati nel loro habitat.
Ma la stessa rete ha restituito anche un’immagine della realtà più amara: tra le maglie, è stata
rinvenuta una Caretta caretta priva di vita. Una testimonianza concreta e dolorosa dell’impatto
devastante che la pesca illegale e gli attrezzi non selettivi continuano ad avere sulla biodiversità
marina.
“Gli attrezzi da pesca illegali sono trappole silenziose che devastano interi ecosistemi marini:
non selezionano, non risparmiano. Intrappolano tartarughe, cetacei, squali e ogni forma di vita
marina che entra nel loro raggio d’azione. Tollerarli significa accettare la distruzione sistematica
del nostro mare”, ha dichiarato Andrea Morello, Presidente di Sea Shepherd Italia.
L’impatto dell’operazione è stato immediato. La bonifica ha riaperto l’accesso alla spiaggia proprio
nel momento cruciale della stagione di nidificazione. Il litorale domizio-flegreo è un’area importante
per la nidificazione della Caretta caretta. Il tratto di costa di Castel Volturno inoltre ad oggi ha
registrato un’importante nidificazione della Caretta caretta, già dai giorni successivi all’intervento di
rimozione delle attrezzature illegali.
I volontari di Jairo Med Campaign di Sea Shepherd Italia hanno dato il via alla Campagna 2025
proprio in Campania, il monitoraggio da terra è condotto grazie alla presenza costante del camper
“Enzo Maiorca”, base mobile della campagna, e si svolge in collaborazione con ENPA sezione di
Salerno (Ente Nazionale Protezione Animali) e il coordinamento della Stazione zoologica Anton
Dohrn, nell’ambito del progetto Life Turtlenest.



L’attività è rafforzata da ricognizioni aeree condotte con un ultraleggero, che consente di perlustrare ampi tratti di costa, identificando in tempo reale tracce di emersione e nidificazione della Caretta caretta.
Ma la minaccia resta alta. Attrezzi da pesca illegali e attività umane incontrollate continuano a
mettere a rischio questi habitat delicatissimi, compromettendo non solo la riproduzione della
Caretta caretta, ma l’equilibrio dell’intero ecosistema costiero.
“Non esiste un pianeta sano senza un oceano sano. La vita sulla Terra nasce e dipende dal mare:
proteggerlo non è un atto di idealismo, ma di sopravvivenza” ha ribadito Morello.
Sea Shepherd rinnova il proprio impegno nella lotta alla pesca illegale, al fianco delle autorità
competenti, per la tutela degli habitat marini e la salvaguardia delle specie minacciate.
Un sentito ringraziamento alla Guardia di Finanza per il supporto instancabile alle attività di tutela
ambientale, e a tutte le Forze dell’Ordine che ogni giorno contribuiscono, con coraggio e
determinazione, alla difesa della legalità e della vita nei nostri mari.