La notizia ormai gira sulle pagine da diversi giorni, sono tre i cani che sono morti per essere stati lasciati dentro a due diversi furgoni sotto il sole, nel parcheggio della Fiera di Bologna, che si avrebbero dovuto gareggiare al World Dog Show.
A niente sono serviti gli annunci, continui (dichiara l’organizzazione) di non lasciare animali negli autoveicoli. All’interno della fiera, c’era l’aria condizionata ovunque e la possibilità con pochi euro di lasciare i cani in condizioni ideali, ma è stato davvero un fatto di qualche euro o i due personaggi, già identificati e denunciati hanno trascurato la salute dei cani per altri motivi?
Forse non lo sapremo mai.
Sappiamo invece, che il fatto è stato tenuto nascosto per un po’ e che quando è venuto a galla, si è cercato di mantenere un certo contegno del genere “ma si non è successo nulla”
Tre esemplari di Drahthaar, invece di partecipare ad un festa, la loro festa, hanno trovato la morte per incuria di chi invece di accudirli li ha letteralmente parcheggiati, sotto il sole, esattamente tutti quello che diciamo di NON fare da anni.



Ci aspettavamo che l’organizzazione annullasse la manifestazione?
Che mandasse un comunicato stampa per prendere le distanze da personaggi del genere?



Francamente non lo sò, di certo mi aspettavo un qualunque segnale, sia dall’organizzazione che dai personaggi che stavano partecipando invece del silenzio o delle risposte da caccia alla streghe “siete troppo animalisti”
E’ strano come una manifestazione organizzata per festeggiare il cane, almeno così pare, resti in silenzio quando dei partecipanti violano la legge causando la morte del soggetto cui è dedicata la manifestazione.
Specie oggi, dopo i nostri animali da compagnia sono stati dichiarati esseri senzienti, sarebbe stato gradito al momento della premiazione un minuto di silenzio, per salutare le vittime innocenti dell’incuria umana.
Invece nulla, dritti ad applaudire festeggiare, passando ancora una volta sui cadaveri dei cani a cui è dedicata la manifestazione.
A cosa serve dichiarare esseri senzienti, i nostri migliori amici se poi, si calpesta il loro ricordo, come in questo caso.
(Davide Cavalieri)


