Fur Free per Prada e Raf Simons

Miuccia Prada e Raf Simons con l’ultima sfilata ci insegnano che “seguire l’istinto è la semplicissima giustificazione al modo in cui decidiamo di vestirci – anche e soprattutto quando si tratta di pelliccia”

L’imperante uso di pelliccia nella collezione uomo FW25 di Prada è un messaggio molto umano, al contrario di tutto quello che uno potrebbe pensare. La pelliccia usata in collezione sembra essere vera ma non lo è; il brand se ben ricordate, ne ha abbandonato l’uso nel 2020 unendosi al Fur Free Retailer Program.

Usare uno dei materiali più anacronistici dei nostri tempi potrebbe quindi sembrare un messaggio provocatorio ma è ben lontano dall’esserlo. Anzi è proprio la rimozione degli strati di giudizio (che nel comunicato Prada chiama “decisioni programmate”) che lascia spazio alla creazione libera della collezione i cui capi sono descritti invece come “gesti spontanei”.
Una collezione che “indaga la natura umana e gli impulsi viscerali quali strumenti essenziali della creatività, esplorando le reazioni istintive, le risposte automatiche”, non poteva però che rifarsi a materiali che sono da sempre alla base della sopravvivenza.

Un atto capace da solo di generare un discorso nuovo intorno all’uso di questo materiale spostando l’attenzione da simbolo di crudeltà animale a gesto naturale, selvaggio e puro – anche se finta.
È come se Miuccia e Raf avessero voluto rassicurarci: puoi ricoprirti di pelliccia, nessuno ti giudicherà, andrà tutto bene, sei solo umano e hai bisogno di calore.
a patto che la pelliccia sia sintetica… ovviamente!

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