A Milano scende in piazza, l’ossessione contro la fauna selvatica

Dal presidio del 18 Giugno sotto al Pirellone, organizzato dalle associazioni agricole, è andato in scena il solito show dove le solite frasi fatte contro la fauna selvatica l’hanno fatta da padrone, mettendo in risalto il “grave problema dei cinghiali”
Nonostante una deregulation, frutto di continui aggiustamenti normativi, che di fatto permette l’abbattimento dei cinghiali in ogni momento, luogo e da pochi giorni anche sparando da autoveicoli, le lamentele di alcune associazioni di settore non si placano bensì aumentano.
Viene da chiedersi quindi se i provvedimenti presi stiamo servendo a realmente a qualcosa o se forse si stia percorrendo una strada sbagliata, oltre a voler ingigantire il problema.
Preme ricordare la responsabilità che ricade storicamente sul mondo venatorio che nel passato ha contribuito alla diffusione di cinghiali con liberazioni, pasturazione al fine di aumentare la popolazione della specie.
Inoltre come dimostrato da più studi, la caccia al cinghiale soprattutto nella classica forma della braccata ha ancor più contribuito all’incremento della specie.
Lo studio pubblicato da ISPRA sulla gestione del cinghiale nel periodo 2015-2021 ha
dimostrato che la caccia non è il metodo più efficace per ridurre il numero di cinghiali e
senza un approccio basato su dati certi e pianificazioni coerenti non si possa arrivare ad
una soluzione della questione.
Ma sotto al Pirellone è andata invece in onda la solita fiera dei numeri sparati a casaccio (sul numero dei cinghiali che abitano l’italia ad esempio) e finendo per tirare in mezzo cervi, caprioli, piccioni, nutrie e dulcis in fundo il lupo in quella che sembra una vera e propria ossessione contro gli animali selvatici.



Mentre si dichiara guerra agli animali, non dimentichiamo che in campo contro i cinghiali è
sceso anche l’esercito, allo stesso tempo certa politica, la stessa che ha parlato oggi in
piazza, cerca di depotenziare e delegittimare l’ISPRA cioè l’organo scientifico che
potrebbe dare le giuste indicazioni per affrontare la questione.
Visto i risultati sarebbe il caso di far tacere i fucili e far parlare la Scienza, ma sentito
anche l’intervento dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia che ha parlato di
“sudditanza e schiavitù della natura” e ha detto di avercela con gli animalisti e con la
cultura ambientalista temiamo che per gli animali selvatici si prepari il peggio.
L’Assessore è arrivato persino ad attaccare alcune Polizie provinciali che a parer suo
rallenterebbero gli abbattimenti, forse dimenticandosi del rischio per l’incolumità pubblica
che deriva da centinaia di individui legittimati a sparare con fucili molto pericolosi (con
gittate di chilometri) senza la necessaria supervisione degli agenti dipendenti dalle
Amministrazioni, oltre a non preoccuparsi del prevedibile aumento esponenziale di atti di
bracconaggio in assenza di rigidi controlli.
Le Associazioni:
CABS – ENPA – Gaia Animali & Ambiente – LAC – LAV Milano – LEIDAA –
LIPU Lombardia – PRO NATURA Lombardia – WWF Lombardia

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