Il mare chiama

Dalla pagina ufficiale di Sea Shepherd Italia

In questi giorni se ne è parlato molto, e ancora oggi il documentario scientifico Seaspiracy di Netflix ha creato dibattiti e forti reazioni.

L’Associazione Sea Shepherd, fondata nel 1977 dal Capitano Paul Watson e nota come la più attiva e agguerrita Organizzazione per la tutela degli Oceani e della fauna marina, tratterà l’argomento che tanto ha diviso ricercatori e biologi marini circa la pesca sostenibile e ne parlerà direttamente sul canale Facebook di Sea Shepherd Italia.

Quando? Giovedì 22 aprile alle 21:00 in diretta con il Capitano Alex Cornelissen, CEO di Sea Shepherd Global ed il presidente di Sea Shepherd Italia Andrea Morello per approfondire col pubblico tutto ciò che c’è da sapere su Seaspiracy.

Fonte pagina Facebook Sea Shepherd Italia

Il Capitano Cornelissen ed il Presidente Morello parleranno quindi del documentario Seaspiracy appena uscito su Netflix e delle campagne IUU di Sea Shepherd in Africa.

Ricordiamo che qualsiasi persona può agire direttamente da casa con donazioni, pubblicazioni, merchandising, o attività diverse attraverso il sito ufficiale www.seashepherd.it.

Fonte Sea Shepherd Italia pagina ufficiale Facebook

Ma cosa è esattamente Sea Shepherd?

Un’ Organizzazione internazionale composta da volontari di terra e di mare che agiscono con grande attivismo per una forte passione verso l’ecosistema marittimo. La flotta di Sea Shepherd è composta da dodici navi con a bordo equipaggi di volontari provenienti da tutto il mondo, disposti a rischiare la propria vita per la causa.
Sea Shepherd non protesta, ma agisce utilizzando tattiche di azione diretta per investigare, documentare e impedire le attività illegali ai danni degli Oceani. La Campagna storica di Sea Shepherd è quella in Oceano Antartico, dove per più di 10 anni la flotta di Sea Shepherd ha combattuto contro la caccia commerciale alle balene, mascherata da ricerca scientifica, portata avanti dalla flotta giapponese. Ogni anno, all’interno del Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud, i giapponesi tentano di uccidere 1.000 balene ma, grazie a Sea Shepherd, negli ultimi anni questo numero si è drasticamente ridotto e ha permesso a più di 5.000 balene di continuare a nuotare libere. Sea Shepherd resiste e porta avanti le proprie campagne grazie alla volontà e al supporto dei singoli individui (volontari e sostenitori).

Come dice lo stesso fondatore di Sea Shepherd, Paul Watson, “If the Oceans Die, we die“.

Intanto noi di RadioBau ci limitiamo a comprendere le dinamiche che avvengono nei mari presenziando da casa per l’evento in diretta del 22 aprile. Sarà una sola goccia, ma singole gocce formano un oceano.

Forse non è mai tardi per fare la differenza.

Roberta Bussolati