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MINISTRO COSTA AL PRESIDENTE FUGATTI AL MEETING OIPA: «LA PREGO, LIBERI GLI ORSI DETENUTI AL CASTELLER: POSSONO ESSERE MONITORATI SCONGIURANDO OGNI PERICOLO. FACCIAMO PREVALERE IL BUONSENSO»

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, lancia un appello al presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, per la libertà degli orsi del Trentino detenuti al Casteller.

L’appello è arrivato attraverso un video indirizzato al meeting online organizzato dall’Oipa di Trento che si è svolto ieri sera coordinato da Ornella Dorigatti, delegata trentina dell’associazione. All’incontro hanno partecipato esperti, studiosi e operatori impegnati nella salvaguardia dell’ambiente e degli animali riuniti per discutere sulla vicenda degli orsi trentini e sulla gestione del progetto Life Ursus.

«Il tema degli orsi trentini mi sta particolarmente a cuore e lo sto seguendo da quando sono diventato ministro», ha dichiarato il ministro Costa. «C’è molto da fare per la tutela dell’orso, senza trascurare le esigenze del territorio. Ringrazio Ornella Dorigatti per la sua passione, costanza e  determinazione: è un  punto di riferimento. L’ho  sentita telefonicamente durante il suo sciopero della fame per la tutela degli orsi».

Il ministro ha ribadito che, pur essendo la sua competenza limitata su alcuni ambiti riservati alla Provincia autonoma, il suo impegno a favore degli orsi non verrà meno, sia esercitando una moral suasion,  sia «affiancando qualsiasi attività in sede giurisdizionale o proponendola io stesso».

Infine l’appello del ministro al presidente Fugatti, che con sue ordinanze ha catturato e rinchiuso nel Casteller gli orsi M49 e M57, e dove è rinchiusa da nove anni DJ3, figlia della celebre Daniza, uccisa dall’anestetico durante le operazioni di cattura nel 2014.

«Presidente, la prego, lei può: liberi gli orsi detenuti al Casteller. Con i profili di tutela e sicurezza sia degli allevatori e cittadini, possono essere monitorati tramite radiocollare e anche dal corpo forestale provinciale, in modo tale da non rappresentare un rischio e pericolo come è stato affermato, non da me. Si può fare. Evitiamo le sedi giurisdizionali e penali, facciamo prevalere il buon senso. La prego di questo. Mi affido anche all’Oipa affinché facciate, con garbo istituzionale, ma con la vostra passione e determinazione, tutto ciò che è possibile, ragionevole e istituzionale per portare avanti questa battaglia di civiltà»

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