Comunicato Stampa

BANCA DATI NAZIONALE DNA E TEST GENETICO FECALE DEI CANI

Il progetto IREBA-19 propone ulteriori misure per la riduzione degli avvelenamenti di cani;
in particolare si chiede l’istituzione di una banca dati nazionale
con obbligo di registro del profilo DNA di tutti i cani di proprietà
e test DNA delle feci per contrastare l’inciviltà e l’ineducazione dei proprietari.

Secondo i dati del Ministero della Salute in Italia  sono 10,7 milioni  i cani registrati all’ anagrafe canina.
Gli avvelenamenti di cane, come purtroppo dimostrano le cifre, sono in drastico aumento (
2016 furono 23.500, nel 2018 furono 60.000 nel 2019 quasi 80.000).  
Le stime riferiscono anche che circa il 40% dei proprietari non raccoglie le feci dei propri cani;
Seppure assolutamente ingiustificabile sotto ogni punto di vista, potrebbe  imputarsi proprio all’ esasperazione sociale contro i proprietari dei cani, una delle cause di molti avvelenamenti ed in particolare contro quelli che non raccolgono le deiezioni dei propri cani.
Prendendo spunto dal modello attuato in alcune single realtà europee tra cui l’Italia stessa, nasce la proposta di ulteriori misure per contrastare l’inciviltà e l’ineducazione dei proprietari di cani;

 In particolare si propone “obbligatorietà a livello nazionale, di depositare il DNA del proprio cane (mediante semplice campionamento salivare) presso “strutture Veterinarie di competenza”, dati che dovranno essere  raccolti una banca dati specifica dei servizi di Sanità Animale (ASL/USL) e dal Ministero della Salute.
Questo permetterebbe alle autorità di competenza di disporre di un’ulteriore arma contro proprietari di cani incivili che potrebbero essere smascherati analizzando e comparando il materiale genetico, in quanto sarebbe sufficiente raccogliere un campione ritrovato sulla strada, marciapiede in spazi pubblici o private per confrontarlo con i profili della banca dati del DNA ed in caso di corrispondenza tra materiale ritrovato (feci) e cani, rintracciare e predisporre le dovute azioni legali (639 CP).
La medesima banca dati del DNA potrebbe inoltre essere utilizzata dai Veterinari e analisti per studiare malattie genetiche nei cani,  genealogie oppure indentificare eventuali randagi, animali smarriti, commercio illegale di cani. 

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