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IL RE LEONE

Uno dei film di Walt Disney più interessanti a livello simbolico è il Re Leone, in cui tutta la vicenda è legata alla sovranità e al sole.
Già perché il leone e sempre stato il simbolo del sole, è un segno zodiacale di fuoco che cade in piena estate, con la criniera che ricorda i raggi solari, inoltre il felino è sempre stato associato a divinità energetiche, forti e bellicose come Sekmeth la dea leonessa egizia.
Si sa quanto gli egizi fossero legati ai leoni per via delle sfingi, simbolo ripreso dalla cristianità e trasformato nei leoni alle porte delle chiese, animali nobili che osservavano e giudicavano il cuore dei fedeli che attraversavano la soglia.
Nel re leone tutto è legato alla lotta per la conquista del trono e al raggiungimento della regalità come diritto concesso dallo stesso destino.

Il film si apre con una grande reunion di tutti gli animali del deserto che all’alba vengono richiamati e si mettono in viaggio per onorare il nuovo nato, Simba, esattamente come avrebbero fatto i Re Magi che intrapresero un lungo cammino verso il nuovo nato, Gesù Cristo.
Nel film un mandrillo in veste di sacerdote si avvicina al cucciolo, rompe un frutto in corrispondenza del sole, come se venisse caricato dalla sua energia e gli segna il capo in una sorta di antico battesimo. Gli cosparge poi la testa di terra per ricordargli della sua materialità che per ora, almeno su questa terra,
sovrasta la parte divina. Poi, quando il sacerdote lo prende e lo alza al cielo, le nuvole si aprono e il cucciolo viene infine benedetto dal cielo, perché investito da un raggio di sole.

Simba è dunque il Sole in Terra, l’astro che verrà oscurato da Scar, ma che poi trionferà, come trionfa il Sole ogni 21 giugno, il giorno del solstizio d’estate, la giornata più corta dell’anno a partire dalla quale il sole sarà sempre più presente nel nostro cielo fino all’estate, non a caso un giorno fortemente vicino alla nascita di Gesù Cristo che corrisponde simbolicamente proprio alla nascita del nostro Simba.
La canzone che accompagna il film, dal titolo de “Il cerchio della vita” è una grande metafora del destino e della ricerca del perché ci troviamo su questa terra. La canzone racconta che non per nostra volontà ci troviamo in questo mondo, – cantale – “siamo qui per volere di chi” – ma capiamo chi siamo solo
quando il raggio di sole ci investe, lo stesso che ha travolto Simba e che lo ha consacrato come re.
Anche noi investiti da quello stesso raggio che ci illumina nella mente, possiamo scoprire di essere divini, perché la nostra anima, quella vera è pura, nobile e fiera come quella di un leone.
Mufasa è il padre di Simba che muore a causa di Scar, ma che Simba scoprirà non essere mai morto. Un re che esprime un profondo concetto al figlio in legame con il sole: “Guarda Simba, tutto ciò che è illuminato dal Sole è il nostro regno. Il periodo di reggenza di un re sorge e tramonta come il Sole.
Un giorno, Simba, il Sole tramonterà su tuo padre e sorgerà con te come nuovo re” una frase che ben identifica la credenza egizia riguardante i due volti del Sole, quello diurno che viaggiava per scaldare i vivi e quello notturno che solcava le terre dell’aldilà lasciandoci al buio.
Il fatto che Mufasa sia il sole che tramonta, indica quanto fosse consapevole del fatto che era prossimo a recarsi nell’aldilà, mentre Simba doveva rimanere ed essere il sole per i viventi.

Quando infatti Mufasa muore, Simba grazie al mandrillo di nome Rafiki vedrà il padre riflesso nell’acqua, come se si affacciasse per l’appunto dall’aldilà, e comprenderà che non è morto. Simba allora riprenderà in mano vita e destino, adempiendo il dovere di essere il sole per tutti i viventi.
Andrà da Scar, che rappresenta il buio sulla Terra, lo sconfiggerà come il Sole Ra sconfigge il male e rinascerà a portare luce nel mondo.
Il film termina con la stessa scena iniziale, con un nuovo nato e gli animali a omaggiarlo, a testimonianza che la vita vince sempre e qualsiasi azione per fermarla sarà vana. (Isabella Della Vecchia)

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