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COSMETICI !!! Divieto mondiale: ai test sugli animali e alla vendita dei cosmetici testati sugli animali.

Gli eurodeputati hanno approvato la risoluzione che chiede, entro il 2023, un doppio divieto mondiale: ai test sugli animali e alla vendita dei cosmetici testati sugli animali.
La risoluzione, approvata ieri, chiede all’UE di farsi portatrice di questa richiesta davanti all’ONU e di portare l’istanza sui tavoli dei negoziati commerciali e all’interno delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO).

Nessun ostacolo al settore –

Il Parlamento europeo vuole mandare un segnale chiaro: i test sugli animali in ambito cosmetico non sono più giustificati. Lo ha ricordato la co-relatrice Miriam Dalli, deputata maltese dei Socialisti e Democratici: “Abbiamo già mostrato -come Unione Europea- che il divieto può funzionare quindi questo è il momento di agire”. Nella risoluzione si legge che il bando non ha messo in difficoltà lo sviluppo del settore. Cercare nuove strade per i test aumenta il potenziale innovativo, con effetti che possono essere sentiti anche oltre il settore cosmetico.

Divieti vigenti in Europa –
Nell’Unione Europea, testare cosmetici sugli animali è vietato già dal 2004 e dal 2009 (Regolamento 1223/2009) sui prodotti cosmetici sono vietati anche i test che riguardano le sostanze che compongono i prodotti cosmetici e la vendita di qualsiasi tipo di prodotto cosmetico che sia stato testato sugli animali (magari al di fuori dell’Europa). Fino al 2013 c’erano ancora alcune eccezioni che permettevano di eseguire dei test finalizzati alla verifica di possibili effetti complessi sulla salute umana. Oggi anche queste eccezioni sono totalmente cadute.

Situazione internazionale 
La risoluzione sottolinea che la situazione globale sta evolvendo: Paesi come Guatemala, Islanda, India, Israele, Nuova Zelanda, Norvegia, Serbia, Svizzera e Turchia hanno imposto un divieto sulla sperimentazione animale nel settore dei prodotti cosmetici. Altri Paesi, come la Corea del Sud e l’Australia, “hanno compiuto progressi significativi verso il divieto in questione”. Tuttavia, “nonostante alcuni considerevoli progressi legislativi in tutto il mondo, circa l’80 % dei paesi continua a consentire la sperimentazione animale nonché la commercializzazione di prodotti testati sugli animali”

fonte www.anmvioggi.it

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