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Semplicemente Gatto

In occasione della Giornata Nazionale del Gatto, che si celebra da oltre vent’anni il 17 febbraio, su RadioBau  ogni punto ora arriva “Semplicemente Gatti” con Isabella Dalla Vecchia, che ci parla della magia dei gatti dai tempi delle origini fino ai giorni nostri, passando per  leggende e favole ed attraversando questo mondo e quell’altro…
Il Gatto giunto ai nostri giorni, vive di splendore proprio, ma pochi sanno ad esempio le origini del suo nome…

Perche’ il Gatto si chiama Gatto??

Beh iniziamo dicendo che nel passato non aveva questo nome, ma diversi e svariati appellativi, come tanti sono i nomi con cui viene chiamato ancora ai giorni nostri.
Ma nel passato c’era un valore aggiunto, veniva nominato in base a tre fattori:  dal suono fonetico della voce,  dall’attività di catturare i topi e dal fatto che agitava la coda.
E il modo con cui veniva chiamato, ci fa comprendere anche il rapporto di tre grandi civiltà che avevano a che fare con lui: egizio, greco e romano.
Per spiegarci meglio… nell’Antico Egitto lo chiamava come il suono della sua voce, mostrando un legame empatico tra uomo e gatto, lo chiamava insomma myeu, stipulando una sorta di sudditanza nei suoi confronti. Questo perché il gatto non veniva avvicinato con “ciao gatto”, ma con “myeu” come a parlargli con un miagolio, attraverso la sua stessa lingua. attraverso la sua stessa lingua.
Un po come quando anche noi ci abbassiamo al suo livello e lo chiamiamo con “miciomiciomicio ” e lui ovviamente ci guarda con fare compassionevole.

I greci lo indicavano invece col termine “ailouros” ovvero colui che agita la coda e quando lo fa è meglio starne lontani.
Per i greci era un animale dalla doppia personalità, domestico per via di alcuni bassorilievi che lo ritraggono con le persone ma allo stesso tempo selvatico per via del fatto che era uno dei compagni della dea Artemide dei boschi.
I romani invece che di solito hanno un approccio di dominio con gli stranieri – si sa che i romani difficilmente si fanno comandare – consideravano il gatto per ciò che gli serviva: prendere i topi.
Lo chiamavano Cattus dal latino “captis” che indica catturare, che poi è il nome giunto fino a noi… ovvero gatto!

Scegliete voi il nome con cui chiamarlo, mi raccomando però non un nome casuale, ma un nome che significhi qualcosa, perché con il gatto nulla avviene per caso. (Isabella Dalla Vecchia)

 

Per la Festa del Gatto UrbanPet organizza a Milano e Roma una serie di appuntamenti culturali e mostre tutte dedicate al gatto, al suo mito e al suo rapporto con l’uomo.
La rassegna inaugura proprio sabato 17 febbraio con l’apertura della mostra “Gatti Neri/Gatti Bianchi” presso WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano e per l’occasione vedrà anche la consegna dei premi UrbanCat al regista Bruno Bozzetto, alla giornalista Maria Luisa Cocozza e all’Associazione Mondo Gatto.
E poi via a settimane di appuntamenti da non perdere all’insegna della felinità. www.lacittadeigatti.it

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