Cinema

COCO e Dante, il cane guida verso altri mondi

È il Día de los Muertos il vero protagonista
di Coco il nuovo film Disney/Pixar,
un argomento inusuale per il genere
“cinema dei ragazzi”: il mondo dei morti.

 

Di aldilà è stato scelto quello messicano, non totalmente spirituale e molto legato al mondo dei vivi, ma tutto sommato coinvolge un po’ tutti i generi di oltretomba, soprattutto i concept più moderni. Nel film il mondo dei morti é identico alla nostra realtà, con bar, hotel, teatri, case.
Cantanti famosi. È tutto assolutamente identico, con l’unica differenza che gli abitanti sono scheletri, non hanno bagni e vivono solo grazie al ricordo dei vivi; ma se questi se li dimenticano… Puf. Svaniscono nel nulla.
Dove, non si sa, semplicemente scompaiono.
E a proposito il regista del film Lee Unkrich precisa “Abbiamo anche pensato al mondo dove vanno i ‘dimenticati’, vanno in un posto che è lasciato come un mistero, così come per noi la morte resta un mistero”.

Il film gira attorno alle avventure di Miguel, un ragazzino che sogna di diventare un musicista, ma la famiglia si oppone a causa di un brutto episodio da parte di un bis bis bis nonno. Ma il ragazzino la musica ce l’ha nel sangue e pur di realizzare il suo sogno ruba, o meglio prende in prestito, una chitarra dalla tomba di un cantante famoso, entrando così per via di un sortilegio, nel mondo dei morti. Qui incontrerà tutti i sui antenati e scoprirà le sue vere origini che guarda caso, hanno proprio a che fare con la musica.
L’oltretomba in cui è ambientato il film è un luogo di transizione, non il vero aldilà.
E’ il luogo per le anime ancora strettamente legate alla materia (identificate con gli scheletri e quindi con il corpo) che vivono legate ancora al nostro mondo in maniera ossessiva, al punto desiderare di vivere nel suo riflesso. Anime che vogliono ancora andare al ristorante o assistere ad un concerto.
Un luogo che tutto sommato ricorda la “sposa cadavere” in cui la protagonista, è lì perché ha un conto in sospeso con chi l’ha assassinata.
Ma nel film hanno buona visibilità anche gli spiriti guida, in questo caso un cane dal nome evocativo di Dante (il grande esploratore dell’aldilà), l’unico che vede Miguel nonostante sia divenuto spirito.
Anche il cane subirà una trasformazione, da goffo ed esuberante giocherellone, diventerà un coloratissimo e alato, animale guida delle anime, aiutando Miguel a ritornare nel mondo dei vivi.
La figura del cane come divinità dell’oltretomba non è fatto tanto assurdo nel sud America, già anticamente esisteva la figura di Xoltl, la divinità azteca dall’aspetto di un cane, con il compito di guidare il Sole dal punto in cui tramonta all’esatto luogo in cui risorge all’alba del giorno dopo,
sembra assurdo, ma senza la guida di un cane anche il Sole è in grado di perdersi.
I nostri cari vanno ricordati sempre.
I bambini prima o poi devono avere un primo impatto con la morte magari partendo da qualcosa di soft e easy (c’è tempo per le domande).
Coco ci catapulta in un mondo fatto di domande, riguardo qualcosa di estremamente misterioso, a cui mai nessuno è riuscito a dare una risposta.
Perlomeno con questo film, potremmo farcene, seppur irreale, una piccola idea. (Isabella Dalla Vecchia)

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