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Sea Shepherd news: Azienda cinese risarcita per l’ammontare di €700.000 per pescato illegale

20 settembre 2017

La Corte Nazionale di Giustizi della Spagna ha ordinato che a un’azienda cinese siano pagati 700.000 Euro come indennizzo per un carico di merluzzo dell’Antartico  pescato illegalmente. Il carico era stato sequestrato lo scorso anno in Vietnam a bordo di un’imbarcazione di proprietà di un cartello spagnolo della pesca. Due altri pescherecci, aventi gli stessi proprietari, si stanno ora preparando a salpare dopo più di due anni di detenzione nel poto di Mindelo, a Capo Verde.
Oceana e Sea Shepherd, gruppi attivi nell’ambito della conservazione marina, stanno facendo appello alla comunità internazionale, affinché sia immediatamente fermato quello che considerano un grossolano errore giudiziario.

Un governo che paga per un carico illegale

La scorsa settimana, la  Corte Nazionale di Giustizi della Spagna ha deliberato che le autorità del Vietnam devono trasferire il valore del carico confiscato, costituito da merluzzo dell’Antartico pescato illegalmente, scaricato dalla Kunlun, all’azienda con sede in Cina che aveva acquistato il carico in questione. In ogni caso, sia la Spagna sia la Repubblica Popolare Cinese fanno parte della Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell’Antartico (CCAMLR), che stabilisce che i cittadini degli Stati membri non possono trarre vantaggio dal punto di vista economico da qualunque attività di pesca illegale, non segnalata e non regolamentata (INN). Oceana e Sea Shepherd esortano con forza i governi del Vietnam, della Spagna e della Cina a cooperare con effetto immediato al fine di prevenire un pagamento che costituisce una chiara violazione degli accordi internazionali.

“Ordinando che siano pagati 700.000 Euro di indennizzo per un cargo di nototenide della Patagonia pescato illegalmente, la Corte Nazionale di Giustizia della Spagna sta mandando un messaggio sbagliato ai pescatori e al mercato globale della pesca.  Non sussistono dubbi sul fatto che il pescato oggetto della confisca fosse illegale, dal momento che per esso non era disponibile la documentazione richiesta per il commercio legale. Tutti gli impegni internazionali riguardo all’assumere una posizione inflessibile circa la pesca INN vengono messi a rischio dall’atteggiamento passivo delle autorità spagnole e cinesi. I governi devono invece porre fine alle attività illegali di pesca immediatamente”, ha dichiarato Lasse Gustavsson, Direttore Esecutivo di Oceana Europe.

Imbarcazioni presenti sulla lista nera sono pronte ad agire durante questa estate australe

Il verdetto della Corte di Giustizia spagnola giunge mentre altre due imbarcazioni, presenti sulla lista nera e aventi una storia di collegamenti allo stesso cartello della Vidal, si stanno preparando a ricominciare le attività di pesca. Oggetto di Purple Notice emesse dall’Interpol (ossia un’allerta internazionale di attività criminali) le due imbarcazioni, precedentemente denominate  Yongding  e  Songhua, sono state trattenute nella Repubblica di Capo Verde, al largo dell’Africa Occidentale, dal momento in cui Sea Shepherd ha notificato le loro attività alla Polizia Giudiziaria di Capo Verde, nel 2015 (http://bit.ly/2ffSPFQ).

Oceana e Sea Shepherd hanno però recentemente scoperto che tali imbarcazioni sono state ridipinte, che a loro è stato dato un nuovo nome e che battono una bandiera diversa. La  Yongding  si chiama ora Atlantic Windand e il suo Stato di bandiera è la Repubblica di Tanzania, mentre alla Songhua  è stato dato il nuovo nome di  Pescacisne 2 e  il suo Stato di bandiera è ora il Cile.

“Dopo aver tallonato la Thunder in quello che è divenuto il più lungo inseguimento in mare della storia, ho compreso come agiscono questi criminali” ha affermato il Capitano Peter Hammarstedt, Direttore delle Campagne di Sea Shepherd Global “Le imbarcazioni precedentemente note come  Yongding e Songhua hanno preso a bordo componenti dell’equipaggio e attrezzature da pesca. É chiaro a chiunque che sono in corso preparativi tesi a rendere le imbarcazioni pronte a salpare per pescare nuovamente di frodo, rese baldanzose dalla decisione della Corte di Nazionale di Giustizia Spagnola: ricompensare gli atti criminali”.

Sia Oceana sia Sea Shepherd si appellano al governo di Capo Verde perché non permetta alle imbarcazioni di prendere il mare e perché neghi loro qualunque tipo di aiuto in porto, considerando il fatto che ambo le imbarcazioni sono sia sulla lista nera della CCAMLR e su quella della commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (CICTA). Inoltre, le due organizzazioni si appellano ai governi della Tanzania e del Cile affinché tolgano la bandiera rispettivamente all’ Atlantic Wind e alla Pescacisne 2.

“Ci sono voluti più di vent’anni di duro lavoro da parte delle ONG di carattere ambientale e di alcuni governi per far sì che la comunità internazionale facesse fronte comune nella lotta alla pesca INN”, ha commentato Gustavsson “La Yongding, la Songhua e la Kunlun sono simboli di questa lotta. Se la comunità internazionale non le fermerà, torneranno a saccheggiare l’Oceano Antartico.”

Nota alla Redazione

Nel 2016, il Ministero spagnolo dell’Agricoltura, la Guardia Civil (la Polizia spagnola) e l’INterpol hanno condotto dei raid fulminanti nei confronti di proprietà del colosso della pesca Vidal, avente sede in Spagna.

Migliaia di documenti e di file digitali sono stati sequestrati e sei persone sono state tratte in arresto. Il Ministero spagnolo dell’Agricoltura è riuscito a comminare multe che sono arrivate ad ammontare fino a 17,8 milioni di Euro, oltre a una proibizione alle aziende facenti parte del colosso Vidal di condurre attività di pesca o ricevere sussidi governativi finalizzati alla pesca per 25 anni.

Contemporaneamente, la Pubblica Accusa spagnola ha aperto un processo penale (http://bit.ly/2ffmf6L) contro i proprietari delle navi per falsificazione di documenti, riciclaggio di denaro sporco, crimini ambientali e cospirazioni criminali. Nel corso delle indagini, in Vietnam alcuni agenti delle Autorità Doganali hanno confiscato un carico illegale costituito da 164 tonnellate di merluzzo dell’Antartico. Il sequestro è avvenuto grazie a una richiesta della Guardia Civil, avanzata tramite l’Interpol. Il carico proveniva da un peschereccio chiamato Kunlun, presente sulle liste nere internazionali e sulla lista nera dell’Interpol. Alla fine del 2016, la Corte Suprema della Spagna ha stabilito il non luogo a procedere per il processo penale, sia pure con il dissenso di uno dei giudici, affermando che le Corti non avevano la giurisdizione necessaria per deliberare in materia di pesca illegale, non segnalata e non regolamentata (INN) in aree di alto mare come l’Oceano Antartico.

Traduzione di Sea Shepherd Italia – www.seashepherd.it

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