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Misteri Bestiali; Lo Scorpione

Isabella Dalla VecchiaÈ uno degli animali più velenosi del creato, simbolo di morte ma anche di amore passionale, motivo per cui sarebbe stato scelto come emblema per nobili casate. Nel Nuovo Testamento lo scorpione, la locusta, il basilisco, la cavalletta e lo scarabeo sono associati al diavolo e diventano suoi complici all’inferno, cinici strumenti per punire in eterno i dannati.
Per i cristiani lo scorpione rappresentava il veleno che si insinua nella parola di Dio e per tale motivo nel medioevo gli eretici per le loro lingue velenose, comparate alla coda che attacca senza lasciare scampo, venivano rappresentati come scorpioni. Un veleno che non uccide ma è ancor più pericoloso, perché in grado di iniettare un pensiero differente e di cambiare le idee dei fedeli.
Lo scorpione è associato anche al serpente del peccato originale, di cui se ne compara la pericolosità. Ma è stato correlato anche all’erotismo e alla passione, essendo un insetto dominatore e in grado di colpire con la sua incisiva coda fallica. I suoi colori sono il rosso rubino della forte passione amorosa che ben sa travolgere e il blu del dominio psichico.
melotesia scorpioneNella Melothesia, la disciplina medica che mette in correlazione i segni zodiacali alle parti del corpo, lo scorpione è posto in corrispondenza agli organi genitali essendo responsabile del loro corretto funzionamento sia per il piacere sessuale che per il concepimento.
Questa simbologia era ben diffusa nel passato e non è un caso che Elisabetta Gonzaga si fece ritrarre di fronte a un monile a forma di scorpione, un oggetto utilizzato come talismano.
Fu infatti occultamente inserito nel dipinto per invocare al “miracolo” nei confronti del marito Guidobaldo I da Montefeltro, impotente e impossibilitato ad avere discendenza.
Chissà forse la puntura dello scorpione anziché uccidere, questa volta avrebbe potuto portare la vita, ridestando qualcosa di prezioso che ormai per Elisabetta era già morto da tempo.
Fantasie casalinghe e speranze di donne disperate anche alla corte del re. (Isabella Dalla Vecchia)
Raffaello, Elisabetta Gonzaga

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