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LAV RACCOGLIE SEGNALAZIONI AL 064461206: “SOS COMBATTIMENTI”

Per contrastare il preoccupante aumento del reato di combattimenti tra cani, dal oggi 1 luglio torna attivo il numero dedicato dalla LAV “SOS Combattimenti” tel. 064461206image003.
Si tratta di un servizio unico nel suo genere nel panorama nazionale, istituito per dare un aiuto concreto a tutti coloro che vogliono intervenire, nella massima discrezione, contro i soprusi delle lotte clandestine.
SOS Combattimenti non è un numero di emergenza né di pronto intervento ma è un servizio che permette di:
· Raccogliere segnalazioni di combattimenti tra animali.
· Tracciare una mappa dettagliata del fenomeno.
· Favorire l’attivazione di inchieste giudiziarie e sequestri di animali come prevede la legge.
Il numero SOS Combattimenti 06.4461206 è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00

Da sempre LAV si batte per contrastare i combattimenti tra animali con azioni concrete: denunciando i casi di sua conoscenza e costituendosi parte civile nei processi contro gli autori di questi reati.
Ma anche producendo materiali tecnici per la formazione degli operatori specializzati, tra cui gli organi di polizia giudiziaria, la Magistratura e le Guardie volontarie.
Il numero “SOS Combattimenti” (tel. 06.4461206), attivato dalla LAV per la prima volta nel 1999 fino al 2004, ha consentito di organizzare diverse operazioni di polizia con decine di sequestri di animali.

“Purtroppo i combattimenti tra animali negli ultimi tempi sono aumentati in modo molto preoccupante – dice Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAVA indicare l’aggravarsi del fenomeno sono l’aumento delle segnalazioni, il numero di persone denunciate, i molti ritrovamenti di cani feriti o morti a seguito delle lotte e lo spopolare nel web di pagine che esaltano i combattimenti. Sono aumentati – prosegue Troiano – anche i furti e i rapimenti di cani di razze abitualmente usate nei combattimenti”.

Ogni anno migliaia di animali in Italia sono vittime dei combattimenti clandestini. I combattimenti tra cani, dopo un periodo in cui sembravano essere diminuiti, anche grazie al nuovo articolo 544-quinquies del Codice Penale che punisce “con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro chi promuove, organizza o dirige combattimenti tra animali”, sono ripresi a un ritmo allarmante.
Quello dei combattimenti è un vero affare per la criminalità. Grande e piccola. Si tratta di un fenomeno complesso che coinvolge soggetti diversi: i casi più diffusi fanno capo a delinquenti locali, teppisti di periferia, sbandati, allevatori abusivi e trafficanti di cani cosiddetti “da presa”. Non mancano però casi riconducibili a sodalizi criminali come la camorra, la ‘ndrangheta, la sacra corona unita e la mafia.

“Scopo del Servizio – continua Troiano -, è quello di raccogliere le segnalazioni sui combattimenti, anche in forma anonima, per mappare il fenomeno a livello nazionale e, laddove ci sono presupposti, dare d’impulso alle attività giudiziarie. Non è un numero di emergenza né di pronto intervento poiché non si tratta di un organo di polizia, pertanto non raccoglie denunce né organizza controlli. L’obiettivo è quello di svolgere una preziosa attività di raccordo tra i cittadini e le Forze dell’Ordine favorendo così l’avvio di inchieste e di sequestri degli animali coinvolti”.

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