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Green Hill – Confermate in appello tutte le condanne

lega del caneGrande vittoria a Brescia contro i vertici dell’allevamento degli orrori.
LNDC esprime grande soddisfazione e auspica un’ennesima conferma in caso di ricorso in Cassazione.

A distanza di poco più di un anno dalla sentenza di primo grado, la Corte di Appello di Brescia ha confermato tutte le condanne emesse nei confronti della dirigenza di Green Hill, l’allevamento di beagle destinati alla sperimentazione animale chiuso nel 2012 grazie all’impegno delle associazioni animaliste. E’ stata dunque confermata la pena di un anno e sei mesi di reclusione per Renzo Graziosi, veterinario della struttura e per Ghislene Rondot, co-gestore di Green Hill.
Un anno di reclusione invece per il direttore Roberto Bravi. Ovviamente è stata confermata anche la sospensione delle attività per due anni e la confisca dei cani salvati.

“Una vittoria storica che ci riempie di soddisfazione per essere riusciti, assieme alle altre associazioni animaliste, a ottenere giustizia per i poveri animali maltrattati e uccisi in questa ‘fabbrica’ di cani” – afferma Michele Pezone, avvocato e Responsabile Diritti Animali LNDC, sostituito in udienza dall’avvocato Vittorio Arena del Foro di Brescia.

“Una sentenza importantissima, che sancisce la fine dell’allevamento degli orrori” – commenta Piera Rosati, presidente Nazionale LNDC. “Il PM e il collegio giudicante hanno riconosciuto, così come era avvenuto in primo grado, la cromonosa strategia aziendale dei vertici di Green Hill consistente nel sopprimere i cani affetti da patologie assolutamente curabili, per calcoli esclusivamente economici: curarli sarebbe costato più che sopprimerli. Tuttavia questa ”politica” è non soltanto contro la legge ma anche eticamente inaccettabile. Inoltre è stato riconosciuto il maltrattamento etologico a cui erano sottoposti questi poveri beagle, detenuti in condizioni totalmente contrarie alla loro natura”.

I legali dell’allevamento lager hanno annunciato di voler ricorrere in Cassazione.
LNDC confida nell’operato della magistratura che finora ha dimostrato di applicare correttamente la legge e auspica la conferma delle condanne anche nel terzo e ultimo grado di giudizio.

Ufficio Stampa Lega Nazionale per la Difesa del Cane

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