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SERPENTE: il rinnovamento

serUno degli animali più completi e presenti in ambito simbolico in tutti i culti del mondo è il serpente.
Bene e male, un simbolo ambiguo che ha incarnato ogni tipologia di essere mitologico, dal mostro distruttore del mondo, al guaritore, a colui che risorge. Spesso in relazione alle donne: Artemide, Ecate, sacerdotesse cretesi, Gorgone sono famose per essere accompagnate da serpenti.
In alcune tradizioni italiane del nord si credeva che ogni donna avesse un’anima gorgone nei capelli e se li sotterrava in una notte di luna piena, si sarebbero trasformati in serpenti.
Il serpente è strettamente legato anche al culto dell’Ordalia, legato al femminino sacro e alla Dea Madre.
Dopotutto è “Terra”, perchè vive strisciando nella polvere e “Luna” per il rinnovamento ciclico della pelle.
Nessuno come il serpente vanta l’assoluta metafora della rigenerazione e della fecondità. Una forte derivazione dalla lussuria la ritroviamo nella famosa melusina, o sirena bicaudata.
U180In principio era la donna rettile che diveniva tale per un sortilegio ogni sabato.
Subì l’incantesimo per il desiderio di diventare da fata a donna terrestre.
Figura medievale molto simile a quella citata da Esiodo a proposito di Echidna descritta come donna bellissima per metà serpente ma terribile e violenta, che viveva sotto terra ed era sempre giovane e bella. Ma il serpente è anche un simbolo maschile, essendo anche un simbolo fortemente fallico che, introducendosi nella Madre Terra, la feconderebbe.
E’ possibile che nella Genesi il serpente denominato “tentatore” abbia sedotto sessualmente Eva che si ritrovò nuda e in vergogna.
Il serpente compare anche in altri contesti nell’Antico Testamento, come nell’Esodo in cui è portatore di morte ma anche di vita.
Si narra che Dio, stanco dei continui mormorii degli Israeliti liberò nella sabbia molti serpenti velenosi che avevano il morso del fuoco. Stremato ma conscio della giusta punizione, il popolo supplicò Mosè di intercedere e chiedere perdono.
mose-serpente Mosè dopo aver pregato a lungo ricevette da Dio il comando di forgiare un serpente di bronzo che li avrebbe salvati dai terribili rettili che ormai non poteva più allontanare. Un serpente che comanda gli altri serpenti: una divinità rettile in grado, solo lei, di dominare sui suoi simili.
Un potere simile a quello del Cristo, il serpente innalzato sul bastone è stato da sempre considerato come profezia di Gesù innalzato sulla croce, chi “guarda”, inteso come “segue” il Salvatore, guarisce dal morso letale del demonio e il giorno in cui Gesù scenderà da tutte le croci del mondo intero, giungerà l’Apocalisse. Non un serpente strisciante dunque, ma direzionato al cielo.

Ouroboros-dragon-serpent-snake-symbol-716x400Il serpente è dunque oscurità e luce; bene e male; morte e rinascita: il suo strisciare nella terra è metafora della nostra materialità che possiamo oltrepassare solo quando come il cobra sapremo ergerci in verticale, il suo cambio pelle è sinonimo della rinascita e dell’abbandono del vecchio vestito, il suo veleno può uccidere ma anche guarire.
E poi non dimentichiamoci di uno dei simboli più famosi al mondo, lo ritroviamo anche ne La Storia Infinita: è l’Ouroboros o serpente che si morde la coda, una delle immagini più positive conosciute che rappresenta la capacità di auto generarsi in eterno, il cui risultato è la vittoria sul tempo e sullo spazio per divenire immortali. (Isabella Dalla Vecchia)

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