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11 CURIOSITÀ SUL PROTAGONISTA A 4 ZAMPE DI HALLOWEEN

Simbolo di falsità o di divinità. Sensuale e materno, subdolo e maledetto, elegante e malizioso, predatore e preda, portafortuna e portasfortuna. Del gatto da sempre pensiamo tutto il bene possibile e il suo contrario. La mostra veronese ‘Il Gatto e l’Uomo’ (Verona, Palazzo della Gran Guardia, 1-29 novembre) ripercorre con centinaia di testimonianze fotografiche, quadri, pezzi antichi e vintage, il nostro ambivalente rapporto con l’animale icona della più discussa festività americana.

l copyright di queste immagini appartiene a Cats Museum di Cattaro (CMC)

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1.IL GATTO NERO? PORTA (S)FORTUNA
Che sia buona o cattiva, il colore della sorte è il nero. Era il 1649 quando l’adorato gatto nero di Re Carlo I d’Inghilterra morì, dandogli un terribile presagio della sua imminente decapitazione. Da allora il gatto nero è stato additato come portatore di sfortuna e sciagure in buona parte del mondo occidentale, ma non in Scozia e Gran Bretagna, dove rappresenta buona sorte e prosperità. Queste cartoline della I Guerra Mondiale lo raffigurano in divisa, come augurio di buona fortuna in battaglia.

2.“MISTERIOSO, IMBROGLIONE, MATTO: MALEDETTO DI UN GATTO!”
Furbizia, scaltrezza e inganno. In questa enigmatica rappresentazione, un gatto alla chitarra come il pifferaio magico, incantatore di topi dall’incerto futuro. Per dirla con Lucio Battisti: “Misterioso, interessato, imbroglione, subdolo, matto: maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!”

3.IL GATTO NELL’ULTIMA CENA
Il gatto nell’Ultima Cena di Tintoretto, testimone degli ultimi istanti di Cristo con gli apostoli prima del tradimento di Giuda. Nel quadro del pittore veneziano, datato tra il 1592 e il 1594, il felino è raffigurato in basso al centro della scena, intento a curiosare in una cesta, a simboleggiare forse l’indifferenza del peccatore che volge le spalle a Gesù

Il copyright di questa immagine appartiene a Cats Museum di Cattaro (CMC)

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4.PREDATORE
Secondo uno studio pubblicato su Nature Communications i gatti fanno parte delle 100 specie più aggressive nel mondo e contribuiscono all’estinzione di 33 specie protette tra uccelli, mammiferi e rettili. Questa illustrazione di Norfini del 1917 lo ritrae con il “bottino di guerra” tra le fauci.

5.O PREDA?
Ma la veste di carnefice non è così scontata per i gatti durante i conflitti. In esposizione alla mostra scaligera, questa cartolina francese del 1917 ritrae un gatto avvicinarsi pericolosamente al coltello in una cucina militare. Come recita la didascalia: “Quando c’è il gatto si fanno tutti seri”.

6.IL GATTO IN TAVOLA
Si serve arrosto il gatto nelle tavole della nobiltà napoletana del XV secolo. Stando al libro di cucina scritto nel 1941 da Ruperto de Nola per il viceré di Napoli (nella foto la copertina), in cui spicca la ricetta del ‘Gato Asado’ (il gatto arrosto per l’appunto), non sarebbero i vicentini ma i napoletani il vero pericolo del gatto in cucina

image0167.CON SALVADOR DALÌ, DALLA PITTURA ALLA FOTOGRAFIA
Tra il surrealismo e l’ironia, Salvador Dalì abbandona il disegno degli elefanti per posare con il suo gatto. Nella seconda immagine il pittore catalano entra nella coreografia assieme a tre protagonisti felini nello scatto “Dalì atomico” firmato dal fotografo Philippe Halsman (1948)

8.DI REGALE COMPAGNIA
Sono 7,4 milioni i felini che tengono compagnia agli italiani, ma il gatto non è solo l’animale domestico più popolare. Dalle star del cinema alle famiglie regali, sono infatti numerosissime le celebrità che posano con il loro gatto. Nella foto si vede Sofia di Oldenburg-Glücksburg di Grecia, regina di Spagna, che sorride alle fotocamere accarezzando il suo piccolo micio.

image0229.LA DEA GATTA
Femmina dalla testa di gatto, Bastet fu tra le più venerate divinità della religione egizia. Inizialmente associata al calore e alla potenza del Sole, con l’influenza greca la dea gatta divenne oggetto del culto lunare. La devozione per questa divinità nel regno dei faraoni si estese anche ai gatti comuni che, divenendo animali sacri, venivano protetti dalla legge. Alla dea Bastet inoltre era dedicata la giornata del 31 ottobre (il nostro Halloween) con canti e balli che coinvolgevano tutto l’impero.

l copyright di questa immagine appartiene a Cats Museum di Cattaro (CMC)

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10.COMPLICE MALIZIA
Il binomio gatto-donna è un elemento costante nella pubblicità. Questa locandina francese degli inizi del ‘900 in esposizione alla mostra di Verona punta sulla complicità di questi due maestri di seduzione, che fanno della malizia un’irresistibile tentazione.

11.LA GATTA MORTA
Simbolo di intrigo senza tempo, la “gatta morta” è da sempre icona della seduzione per opportunità. L’espressione, ormai centenaria, trova origine nella versione seicentesca de “Il Gatto con gli stivali”, inizialmente interpretato da una gatta che si finse morta per metter alla prova la riconoscenza del padrone. Ma il famoso adagio potrebbe riferirsi anche alla fiaba di Esopo ‘Il gatto e i topi’, nel quale un felino intento nella caccia fece credere ai roditori di essere morto. Il gatto interprete di seduzione e vanità al femminile anche in questo manifesto pubblicitario della nota marca di orologi.

www.ilgattoeluomo.com
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