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La Cagnolina Inka

diplomaAvevamo ospitato Claudia Barrel e Luna tempo fa’ per presentare “800 Km D’AMORE E SINTONIA”, il libro scritto e sudato mentre Claudia e Luna percorrevano il “cammino” verso Compostela… Una sorta di diario, guida con piccoli e grandi consigli, appunti di viaggio e tanta voglia di stare insieme.
Quando Claudia mi dice che vorrebbe parecipare al Concorso “L’importanza di chiamarsi CANE”, prima mi congratulo per la sua continua voglia di mettersi in gioco, poi le dico di scrivere qualcosa che raccontasse quando aveva adottato Luna.
Avevo sentito la storia un giorno qui’ in radio e pensavo che meritasse d’essere raccontata.
Detto…Fatto!!! Due ore dopo mi manda il racconto, ed oggi dopo il Concorso e’ un piacere per me condividerlo con Voi…(Davide Cavalieri)

Sono con Luna sulla corriera che da Bayonne porta i pellegrini a Saint Jean Pie de Port alle falde dei Pirenei francesi, dove inizia il Cammino di Compostela.
Lei e’ sdraiata ai miei piedi. Tranquilla, pacifica. Talmente fiduciosa che mi segue ovunque senza esitazioni. Le basta che stiamo insieme.
Guardandola mi viene in mente di quando l’ho adottata e ringrazio il destino di averci fatte incontrare.

Nel mio girovagare per il mondo, nel 2010 decido di trasferirmi in Peru’, precisamente a Cusco, a 3800 metri di altitudine sulle Ande. Come in tutti i paesi latini anche li’ e’ pieno di cani randagi e sento in continuazione storie di maltrattamenti.
Un giorno, camminando per le stradine piene di turisti, vedo un cartello che invita tutti ad una conferenza sul randagismo a Cusco.
Perfetto, l’occasione che aspettavo. Magari potrò fare qualcosa di utile e conoscere gente che condivide il mio amore per gli animali.
Arrivo in anticipo, individuo gli organizzatori e mi presento. Da quel momento comincia la nostra collaborazione.
A Cusco, tutti i sabato, c’e’ il mercato dei cuccioli.
La prima volta che ci sono stata e che ho visto in che condizioni tenevano quelle povere creature, e’ stato come ricevere una pugnalata nello stomaco.
Cucciolate intere di cani e gatti ammassate in buste di plastica, casse, gabbie. Sotto il sole cocente senza un po’ di riparo ne acqua da bere.
La nostra missione era quella di convincere i venditori a trattare con umanità’ gli animali. Venivamo spesso criticati dalle altre associazioni.
Ci dicevano che incitavamo il commercio di animali. Purtroppo pero’ la questione era più’ complessa. Per molte di quelle persone quello era l’unico ingresso economico. Per questo, non potendo dargli una alternativa valida, cercavamo almeno di fargli rispettare i diritti degli animali.
Non fosse altro che per motivi prettamente economici. Gli animali sani e belli
sono più facili da vendere.
A fine giornata, quando i venditori tornavano a casa, c’era il pericolo che abbandonassero qualche cucciolo invenduto perché femmina o perché malato.
Il quartiere nel quale si svolgeva il mercato non era molto sicuro, specialmente per una ragazza europea. Nei pochi mesi in cui ho vissuto a Cusco, poche volte siamo tornati nel pomeriggio con i ragazzi del gruppo.

Claudia Barrel e Luna ospiti di Radiobau

Claudia Barrel e Luna ospiti di Radiobau

Una di queste volte, appena arrivati, abbiamo rivisto una ragazzina che già a mezzo giorno girovagava per il mercato con due cuccioli di cane.
Ma aveva seguita, osservata. Incuriosita dalle mie attenzioni verso gli animali. Gesti che forse non aveva mai visto fare. Alla sera era ancora li’, con gli stessi cuccioli bisognosi di un acquirente.
Appena mi vede mi mette in braccio uno dei due cagnolini dicendo “Te lo regalo, la mia mamma non lo vuole più, dice che non riusciremo a venderla”.
Io la stringo, e’ piccolissima, bianca e nera. Avrà all’incirca 2 mesi, forse meno. Rimango senza parole, non posso abbandonarla, anche se non so per
quanto tempo ancora mi tratterrò in Peru’.
Con gli altri ragazzi decido di tenerla, poi si vedrà.
Torniamo a casa a piedi, ci sorprende un diluvio con vento e grandine. Lei dorme tranquilla tra le mie braccia, completamente abbandonata. Aveva già capito che quello sarebbe stato l’inizio di una grande amicizia.
Nei giorni successivi decido di chiamarla Luna e di adottarla definitivamente, assieme ad un gatto, Inti, anche lui raccolto al mercatino degli animali.
Decido anche di rientrare in Italia e qui si pone il problema di come portare cane e gatto in Europa.
Luna e Inti crescono. Con Lunetta andiamo in giro per Cusco, facciamo lunghe passeggiate circondate da tanta storia e una cultura lontanissima dalla mia.

800Io smanetto, navigo e cerco disperatamente un modo per portare i miei amori in Italia.
Quando tutto sembra perduto, per via di alcune analisi del sangue, scopro che passando sei mesi in Argentina o in Chile, avremmo potuto tornare a casa senza grossi problemi.
A questo punto mi organizzo. Mi piacerebbe conoscere meglio il Chile ma e’ un paese altamente sismico, decido per l’Argentina, o meglio per Buenos Aires.
Per non perdere tempo, contatto un educatore cinofilo e inizio a studiare i cani e come educarli al meglio.
Un giorno, su Facebook, vedo la foto di un adorabile cagnolone, randagio. Si trova nella provincia sud di Buenos Aires. Magro, sporco, lo sguardo triste e sperduto.Me ne innamoro pazzamente e, senza pensarci due volte, decido di adottarlo.
Luna lo accoglie come un fratello. Per sei mesi viviamo in campagna, dove ci conosciamo, ci affezioniamo e ci leghiamo sempre di più’.
Dopo aver svolto tutte le procedure burocratiche presso l’asl veterinaria di Buenos Aires a inizio luglio 2011 prendiamo l’aereo per Malpensa.
Io sono molto preoccupata, gli animali dovranno viaggiare in stiva e passare quasi 24 ore dentro i trasportini.
Atterrati a Malpensa vado subito a ritirare le bestiole. Stanno benissimo.
Si sono dimostrati all’altezza della situazione. E sara’ cosi’ per tante altre avventure…
Il pullman si ferma, siamo a Saint Jean. Oggi si inizia a camminare. Ci aspettano 800 km a piedi fino a Santiago di Compostela.
(Claudia Barrel)

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