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Ai Weiwei, l’artista Cinese confinato, vive d’amore Felino!

aiweiweiAi Weiwei ha scelto l’Italia e la meravigliosa cornice di Palazzo Te a Mantova per stupire ancora una volta il pubblico internazionale con la sua arte visionaria, spiazzante e pregna di rabbia e impegno civile che da anni, attraverso le sue opere e l’attivismo, lo vede impegnato in ambito sociale.
L’artista cinese esporrà i suoi lavori dal 7 marzo al 6 giugno 2015 nella mostra “Il giardino incantato”, non una semplice esibizione, ma un evento unico, un viaggio attraverso 46 opere inedite da lui composte appositamente per questa occasione, che verranno ospitate nelle scenografiche sale del Palazzo Rinascimentale che fu la residenza più prestigiosa della Signoria dei Gonzaga.
Un’esposizione in bilico tra libertà d’espressione e diritti umani, genio ed eccesso, tradizione e modernità, che si confronta con il Rinascimento italiano in uno dei suoi monumenti simbolo, Palazzo Te, sfidando il paragone con le più impegnate forme d’arte contemporanea.

aiweiAi Weiwei (艾未未; Pechino, 28 agosto1957) è un artista, designer e attivista cinese.
È il figlio del poeta Ai Qing, diplomatosi all’Accademia del Cinema, per poi dedicarsi successivamente alla pittura.
Negli anni Settanta è cofondatore del gruppo artistico Stars Nel 1981 si trasferisce negli Stati Uniti per sposarsi a New York dove svolge la maggior parte della sua attività artistica.
Frequenta due prestigiose scuole di design, la Parsons The New School For Design e l’Art Students League.
Nel 1993 torna in Cina per stare accanto al padre ammalato, mentre trova del tempo per collaborare alla fondazione dell’East Village di Pechino, una comunità di artisti d’avanguardia. Nel 1997 è cofondatore e direttore artistico dell’Archivio delle arti cinesi (CAAW).
Nel 1999 inizia ad occuparsi di architettura. Nel 2003 fonda il suo studio, il «FAKE Design». Lavora a vari progetti con gli architetti svizzeri Herzog & de Meuron. Insieme vincono il concorso per il progetto dello Stadio nazionale di Pechino e del padiglione della Serpentine Gallery di Londra.
Nel 2009 il suo blog, aperto nel 2006, viene chiuso dalle autorità.
Viene recluso per 81 giorni, dal 2 aprile al 22 giugno 2011 per ssersi opposto al Regime! L’artista è stato confinato in una località segreta, senza che fossero mai state diramate notizie sulle sue condizioni.
Durante la detenzione, i principali musei del mondo (tra i quali la Galleria Tate Modern di Londra, che ne ha ospitato l’installazione “Semi di girasole”) hanno lanciato in suo favore una petizione online, che ha raccolto l’adesione di migliaia di persone.
I Punti salienti della petizione erano:
a) esprimere la preoccupazione nel vedere minacciati i diritti e la libertà di espressione in Cina;
b) auspicare l’immediata liberazione dell’artista. In Italia, l’Associazione Pulitzer ha lanciato un appello per raccogliere 5 000 firme per Ai Weiwei; contestualmente ha chiesto pubblicamente al Presidente della Repubblica Italiana di intervenire sul governo di Pechino per la sua liberazione.
aiE’ poi solo il 15 maggio 2011 l’artista è stato autorizzato a vedere la moglie Lu Qiong. La consorte è stata condotta nella località segreta di detenzione del marito. Il colloquio, come ha reso noto l’avvocato dell’artista, è servito anche a rassicurare l’opinione pubblica mondiale sulle condizioni dell’artista, che, in base a quanto riportato dalla moglie, non ha subito percosse o torture fisiche ed è stato trovato in buono stato di salute[4][3]. In particolare, gli sono state garantite cure ricorrenti per le patologie croniche (diabete e ipertensione) di cui l’artista soffre da diverso tempo.
Non è stato possibile invece sapere se Ai Weiwei avesse ricevuto minacce né si conoscono altri dettagli sulla sua detenzione poiché il colloquio si è tenuto in presenza delle autorità.
Il 22 giugno, a distanza di 81 giorni dall’arresto, l’artista è stato rilasciato su cauzione. La liberazione è avvenuta a ridosso del viaggio del premier Wen Jiabao in Europa. Da allora è costantemente tenuto sotto controllo e gli è impedito di espatriare.
Con l’accusa di evasione fiscale, è stato multato per una cifra di oltre 12 milioni di yuan. L’artista ha presentato ricorso in appello nel giugno del 2012, ma la condanna è stata confermata. Approssimativamente 30.000 sostenitori di Ai Weiwei hanno versato 1,37 milioni di dollari per contribuire alle spese.
Grande amante ed osservatore dei gatti, nel suo studio/abitazione di Bejing convive con oltre 30 gatti!
Alcuni sono arrivati scavalcando la recinzione per curiosare in giardino – racconta Ai Wei Wei – altri sono stati lasciati perché qualcuno non poteva più prendersi cura di loro…..fondamentalmente questo spazio è loro… ed io sono un’ospite! La cosa che più mi affascina del loro comportamento, e che ritengo sia un grande insegnamento, è che un gatto apre una porta…..ma non la chiude mai alle sue spalle …. (Paolo Panigalli)

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