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Animal Amnesty ed Elio Fiorucci liberano le Vittime della moda

STOP FURSabato pomeriggio a Milano gli attivisti di Animal Amnesty hanno dimostrato che il cuore della moda sanguina.
Sanguina del sacrificio di milioni di animali.
Un’attrice che impersonava le molteplici vittime della vanità è rimasta imprigionata in una tagliola fra atroci sofferenze.
Quando è stata liberata ha cercato scampo fra le vie del centro, ma lì ha trovato solo la sua fine, andando a morire di fronte alle vetrine delle grandi firme nella Galleria Vittorio Emanuele II piene di suoi simili, altri innocenti sacrificati per diventare inserti, colli, vestiti e accessori.

Dopo lo scandalo delle piume viene messa un’altra volta sotto i riflettori la crudeltà implicita nei derivati animali. L’attenzione è posta sulle pellicce, ora tragicamente trendy, almeno secondo i dettami dell’industria della moda. Ma pellicce non significa solo mostruosi allevamenti intensivi, dannosi tanto per gli animali quanto per gli ecosistemi, ma anche animali liberi brutalmente imprigionati nelle trappole e nelle tagliole.
E’ ora di reagire e di mettere in trappola la crudeltà.
Un’alternativa è possibile: la vittima, interpreta dalla modella Ludovica Loda, è infatti stata liberata simbolicamente dal celebre stilista Elio Fiorucci, da sempre impegnato per una moda cruelty free.

stopChi sono le vere vittime della moda?
Ogni anno milioni di animali vengono uccisi per la loro pelliccia.
Il 15% deriva dalle catture fatte in natura.
Si tratta di 10 milioni di animali che finiscono in una trappola, un laccio o in una tagliola per essere scuoiati e trasformati in pelli.
Le normative internazionali prevedono che la cattura e la morte avvengano senza crudeltà, ma la realtà è ben diversa.
La realtà è un’immensa e interminabile sofferenza provocata dalle ganasce delle tagliole o dai lacci della trappola: gli animali impazziti per il dolore provano in ogni modo a liberarsi, anche a costo di cercare di amputarsi a morsi l’arto intrappolato.
Quando finalmente sopraggiunge il cacciatore (a volte anche dopo giorni) gli animali che non sono morti di sete o stenti vengono uccisi con metodi brutali.
Vittime delle trappole sono anche animali non-target, ovvero gli animali protetti, come tutti gli animali d’affezione (cani e gatti ad esempio), ma pure specie rare come le aquile. Sono i cosiddetti danni collaterali, contro cui non può essere fatto nulla, poiché la tagliola è un’arma che non può discriminare fra le vittime.
L’Italia è il principale paese trasformatore delle pelli di animali selvatici importate dagli USA nell’Unione Europea. In particolare la nostra penisola ha importato il 69,4% delle pelli di felidi selvatici, il 44,2% di pelli di altri animali selvatici e il 28,7% delle pelli di volpe.

“Proprio in quanto principali utilizzatori europei della feroce cattura di animali selvatici e principali mandanti di questa strage efferata noi italiani dovremmo dare l’esempio e chiedere una svolta” afferma Elisa Capanni, responsabile settore pellicce di Animal Amnesty.
La crudeltà non va più di moda “Pensiamo che la vera moda debba proporre un ideale di bellezza basato su scelte etiche che rispettino gli animali, gli uomini e l’ambiente” prosegue poi “Una moda che si rifiuti di sfruttare e assassinare degli esseri viventi.
Gli stilisti dovrebbero utilizzare il loro potere e la loro creatività per dar vita ad uno stile, anche di vita, più consapevole, sostenibile e corretto.
Molti stilisti di fama internazionale hanno già scelto la compassione e sono la prova che il mondo spesso vuoto della moda si può riempire di contenuti.
Elio Fiorucci ne è l’esempio concreto”

CONTATTI:
Responsabile pellicce Elisa Capanni
e.capanni@animalamnesty.it
Tel: 3332933841
Sito: www.animalamnesty.it
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/AnimalAmnestystpv

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