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ECCOLI; I MACACHI VITTIME DELLA VIVISEZIONE

 I MACACHI VITTIME DELLA VIVISEZIONEEccoci, cari i miei PRO VIVISEZIONE, qui’ seduti di fronte al fatto, mentre esaminiamo le Prove delle condizioni di vita dei Macachi che vengono detenuti a scopo VIVISEZIONE! Come se gia’ non fosse aberrante la VIVISEZIONE di per se’, questi animali vivono in queste condizioni, divisi dai loro amici, dai loro cari, nella sporcizia… (Ma siamo all’interno di un gabinetto o di un laboratorio?) Per poi essere sacrificati in nome di una scienza che ci riporta ai tempi di Torquemada.
Senza anestia, subiranno delle atrocita’ senza pari, anzi no…al pari dei loro compagni di sventura, mi chiedo con quale faccia i soliti PROTEST mi racconteranno le loro aberranti quanto ridicole scuse la prossima volta…
Solo qualche anno fa’, se ben ricordo piovevano denunce per aver “intaccato l’ambiente sterile” dove vivevano i Beagles di Green Hill….
Oggi Green Hill e’ chiuso, signori miei, un passo alla volta il vostro mondo fatto di mani insaguinate e’ destinato a finire!!!
Mentre le bugie vengono man mano distrutte
Ringrazio Animal Amnesty e Paolo Bernini per aver portato a fondo questa Missione di diffusione (Davide Cavalieri)

COMUNICATO STAMPA
Esattamente come è una prerogativa di ogni parlamentare poter accedere alle carceri per fare visita ai detenuti, allo stesso modo è un diritto poter visitare i detenuti non umani, prigionieri di quelle prigioni chiamate laboratori di vivisezione.

E’ stato questo ragionamento a spingere il deputato M5S Paolo Bernini, coadiuvato da Animal Amnesty, a far visita allo stabulario di Modena, al centro di moltissime polemiche, e che al momento detiene 15 macachi (tra cui molti piccoli) in attesa di essere sperimentati.

Gabbie piccole e praticamente prive di qualsiasi arricchimento che possa ricordare ai macachi il loro reale habitat, sporco, odore nauseante, e soprattutto terrore negli occhi dei macachi. Queste sono le condizioni che il deputato Paolo Bernini, coadiuvato da Piercarlo Paderno di Animal Amnesty hanno trovato all’interno dello stabulario.

Da Marzo, con l’entrata in vigore della nuova direttiva europea, l’Università ha dovuto cessare l’attività di riproduzione dei macachi (vietata dalla nuova legge) in atto dal 1995. Per fare questo ha dovuto separare gli animali. Appare molto poco chiaro come mai si sia scelta la strada della separazione degli animali, fonte di stress per la colonia di macachi, abituati a vivere in gruppo, e non si sia proceduto con una semplice vasectomia.
A questa domanda diretta i dipendenti dell’università hanno risposto dando non meglio precisate colpe al ministero e a regole non chiare da parte dello stesso.

Gli esperimenti, hanno spiegato gli sperimentatori, prevedono l’uso di elettrodi all’interno del cervello, in assenza di anestesia, e non sono finalizzati a nessuna ricerca diretta alla cura di malattie, ma a una generica ricerca di base in cerca di conoscenze sul funzionamento di alcuni meccanismi del cervello dei primati.

Durante l’ispezione il deputato e i suoi collaboratori hanno registrato audio e video che possono per la prima volta mostrare i volti di questi macachi, e far sentire a tutti le voci degli sperimentatori che con freddezza raccontano la triste fine che presto rischiano di fare.

Al termine della visita è stato negato l’accesso ai laboratori, che a quanto dicono gli sperimentatori al momento erano privi di animali all’interno. Ma il diniego privo oltretutto di qualsiasi motivazione, lascia più di un dubbio sul non aver nulla da nascondere da parte di chi gestisce lo stabulario.
Trasparenza e informazione sono fondamentali” dice Bernini “e intendo perciò proseguire nell’opera di testimonianza visitando i laboratori pubblici italiani”
Un video molto forte, realizzato durante l’ispezione, mostra la quotidianità dietro le mura dei laboratori.

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Corteo nazionale per la liberazione dei macachi dell’Università di Modena SABATO 28 GIUGNO – Ore 15:00 Largo S. Agostino – Modena

Una dozzina di macachi sono vittime da anni della sperimentazione animale all’interno dell’Università di Modena. A loro è stata impedita la possibilità di vivere nel proprio habitat e sono costretti ad un’esistenza innaturale in un ambiente asettico e ad essere sottoposti a sperimentazioni invasive e dolorose.

Due anni fa Yuri, un cucciolo di un solo anno di vita, fu liberato da quei luoghi e portato in un centro di recupero dove sta oggi assaporando una qualità di vita migliore e soprattutto priva di violenza. L’università all’epoca si impegnò a non prendere altri
macachi per sostituire Yuri e si sperava fosse quindi l’inizio della fine di queste terribili sperimentazioni.

Purtroppo a oggi i macachi a Modena sono ancora vittime della ricerca, per questo chiediamo con forza che, senza aspettare altro tempo, i macachi prigionieri della sperimentazione all’Università di Modena e Reggio Emilia siano immediatamente liberati e portati in un centro di recupero adeguato che possa garantire loro una riabilitazione psicofisica e una condizione di vita dignitosa.

Solo con la voce di tutti otterremo la loro libertà, unisciti al corteo!

Al corteo aderiscono:
Animal Amnesty, AnimAnimale. LAV MODENA, Oipa Modena e provincia, Animal Defenders, ZOE associazione, E.N.P.A. Parma

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