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PICASSO E “BIRBA”

imageEra il 1957,David Duncan Douglas,già famoso per le sue fotografie dal fronte Coreano e collaboratore di Life e National Geographic, sta per essere ricevuto da Pablo Picasso,nella sua villa sulle colline di Cannes.
Douglas ama i cani, ha un Levriero Afgano di nome Kublai Khan,qualche mese prima ha adottato un Bassotto a cui ha dato il nome di LUMP.
Il pittore,per metterlo alla prova, li accoglie immerso in una vasca da bagno, e Douglas non perde tempo e inizia a scattare, LUMP per tenere fede a quello che é il suo nome (tradotto significa BIRBA) gira per quelle stanze ricolme di oggetti strani e colorati.
Fa la pipí contro una statua in giardino (“L’HOMME AU MOTON” un bronzo di due metri che domina il giardino) e sonnecchia pacioso sul divano.
Picasso colpito dalla personalita’ del piccolo cane, come gesto d’affetto decora un piatto con un ritratto del Bassotto.image
Quel giorno nacquero due grandi amicizie:
Tra Duncan e il pittore, che lo ritrarrà in molti scatti in seguito raccolti in un libri e tra LUMP e Picasso: infatti giunto il momento di congedarsi, il Bassotto non ne volle sapere di tornare a casa a farsi tiranneggiare da Kublai Khan.
Tra i due si instaura un rapporto alla pari: entrambi indipendenti,vivaci e carichi di temperamento.
Il bassotto è allegro, divertente e ha un vero talento per adeguarsi, prontamente, agli umori del padrone: il rapporto si fa sempre più complice e affettuoso.
Quando Picasso è in vena coccole si lascia tenere in braccio, senza protestare, Lump sa’ bene  che è un privilegio e che non viene concesso a nessun altro degli animali che frequentano la casa.
Il boxer Yan e la capra Esmeralda non hanno mai raggiunto questo grado di confidenza.
Lump fa’ da modello per il suo primo ritratto quasi minimalista ,e comparendo in seguito  in ben quindici dei quarantaquattro studi della serie “Las Meninas”, ispirata al capolavoro di Diego Velazquez.
imageDopo sei anni di convivenza con l’artista  (siamo quindi nel 1963) il piccolo LUMP inizierà a soffrire di una patologia alla spina dorsale che spesso colpisce questa razza.
Il veterinario di Cannes si dichiara impotente ed è pronto ad abbatterlo.
Duncan, che per tutto questo tempo non lo ha mai perso di vista, interviene e convince Picasso a farlo curare in Germania, dove lo  porterà lui stesso  e lo seguirà per un anno intero.
LUMP guarisce, ma rimane paralizzato alle zampe posteriori.
Qualcosa nel suo animo di bassotto indipendente e orgoglioso cambierà per sempre.
Quando Duncan lo riporta alla villa, si rifiuta di entrare; abbaia, guaisce e fa resistenza.
Come era successo al primo incontro, è lui che decide e, ora, ha stabilito di rompere i rapporti. Non cederà nemmeno stavolta.
Sarà un taglio netto: con Picasso non si vedranno più.
Qualcosa del legame che li aveva uniti, comunque, rimarrà, tanto che, nell’aprile del 1973, si spensero a una settimana di distanza l’uno dall’altro.
I giornali di tutto il mondo pubblicheranno innumerevoli parole di commemorazione del grande artista.
Picasso lo ricordò così –LUMP NON É UN CANE E NEMMENO UN PICCOLO UOMO. É QUALCOS’ALTRO!
(Paolo Panigalli)

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