Comunicato Stampa

AL VIA LA PRIMA MISSIONE IN AFRICA PER GLI “ANGELI” ANPANA – mentre si marcia per fermare il traffico d’avorio

Le cifre sono ormai da ecatombe. Oltre 730 i rinoceronti massacrati nel solo Sudafrica dall’inizio dell’anno, in soli nove mesi si è superata la già spaventosa cifra del 2012, 668 animali uccisi. Ogni 15 minuti muore un elefante sotto i colpi dei bracconieri. Non ci sono cifre precise per i leoni o i gorilla di montagna, ma neanche il loro futuro è roseo. Di questo passo i rinoceronti saranno estinti in meno di un decennio, già sono spariti dal Limpopo (Mozambico) e da moltissimi paesi dell’Africa subsahariana. Analoghe le tempistiche per gli elefanti, ai danni dei quali si compiono massacri come quello di Bouba Ndjija, in Cameroon, nel gennaio 2012, allorché dai 200 ai 500 animali furono massacrati da bracconieri montati a cavallo provenienti da Chad e Sudan.
Numeri simili non possono e non devono lasciare indifferenti e già da tempo l’ANPANA ha deciso di offrire la propria competenza e professionalità nella prevenzione del bracconaggio internazionale, impegnandosi in progetti a medio e lungo termine in collaborazione con l’AIEA (Associazione Italiana Esperti d’Africa) ed una serie di organizzazioni e strutture in territorio africano.
“L’aspetto più urgente”, commenta il Comandante Vincenzo D’Adamo, responsabile del progetto Angels for Africa by ANPANA, in missione in Sudafrica in questi giorni, “è quello di garantire una sufficiente protezione alle riserve e alle aree di ripopolamento, con una adeguata mappatura del territorio, una identificazione delle zone critiche e dei punti deboli. Queste valutazioni richiedono sia una verifica via terra che l’utilizzo di droni, in grado di evidenziare potenziali criticità senza mettere a rischio gli operatori”.
La mappatura e la valutazione strategica delle riserve e dei parchi non è tuttavia sufficiente a garantire la conservazione e la tutela delle biodiversità: da più fonti si evince il legame fortissimo del bracconaggio africano con gruppi terroristici e con la criminalità organizzata internazionale e il “wildlife trafficking” è ormai al terzo posto in valore nella classifica dei traffici illegali, preceduto solo da armi e droga. In uno scenario simile è evidente che non basta rafforzare i confini per garantirne l’inviolabilità ma occorre necessariamente formare e attrezzare unità Ranger in grado di contrastare bracconieri perfettamente armati e senza scrupoli, che arrivano ad avvelenare col cianuro interi fiumi pur di ottenere ciò che vogliono.
“ANPANA non si prefigge di addestrare le unità Ranger che pattuglieranno parchi e riserve, per quello ci sono formatori specializzati e in paesi come il Sudafrica si è ritenuto necessario schierare addirittura l’esercito a difesa di aree sconfinate come quella del Kruger Park”, continua D’Adamo. “Il nostro programma ha un obiettivo assai più ampio e ci auguriamo sostenibile nel tempo, in quanto ci prefiggiamo, attraverso protocolli formativi concordati non solo con AIEA, ma anche con organizzazioni del calibro di AFGA e FGASA, di legare indissolubilmente il valore economico dell’animale vivo alla stabilità economica di intere comunità. Il turismo è fonte di introiti fondamentale per il continente africano ed è giunto il momento di svincolarsi dall’anacronistico quanto opinabile turismo venatorio per proporre itinerari ecosostenibili ed ecocompatibili, nel pieno rispetto della vita e delle biodiversità”.
La prima missione nell’ambito del programma Angels for Africa ha come obiettivo primario quello di rinsaldare i protocolli d’intesa con le Istituzioni in Sudafrica, nonché quello di avviare una prima valutazione di sicurezza su una riserva privata ad un paio d’ore di viaggio da Johannesburg.
Gli operatori ANPANA saranno inoltre coinvolti nelle operazioni di radiocollarizzazione di un leone presso la riserva di Mabula, a pochi chilometri da Bela Bela.
“Si tratta di un passo estremamente importante per la nostra Associazione. In un mondo in cui ogni quattro giorni un Ranger viene ucciso nell’espletamento delle proprie mansioni ogni piccolo gesto può aiutare a salvare una vita”, conclude D’Adamo. “Personalmente vorrei che i miei figli e i figli dei miei figli vedessero rinoceronti, elefanti, leoni e gorilla, solo per citare le specie più a rischio, liberi e felici nel loro ambiente naturale anziché essere costretti a vederli in cattività come unica alternativa all’estinzione completa”. (13/2013)
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A.N.P.A.N.A. – Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente – nasce nel 1985 a Roma per volere di un gruppo di persone provenienti da esperienze diverse, ma accomunate dalla stessa passione per gli animali e la natura e dallo stesso desiderio di tutelarli e proteggerli. A oggi, A.N.P.A.N.A. conta 45.000 soci in tutta Italia, ed è presente con le sue sezioni territoriali in 18 Regioni, offrendo in questo modo una copertura

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