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Il sogno di Re Desiderio

Re Desiderio fu un famoso re longobardo e alcune sue vicende sono legate agli animali come accadeva a molti re. Ebbe un sogno profetico con come protagonista un serpente e che lo portò alla costruzione della bellissima Abbazia abruzzese di Leno.
Re Desiderio è anche raffigurato sulla facciata accanto alla misteriosa scritta “Lo scultore decise questa sistemazione in seguito ai suoi sogni, durante i quali ne ebbe l’ispirazione” Egli sognò proprio un serprente.
Animale conosciuto negativamente nel cristianesimo in quanto è lui ad ingannare Eva. Al contrario nelle culture antiche è visto positivamente, come simbolo di rinascita dato che periodicamente abbandona la vecchia pelle per una nuova. Vuole la leggenda che re Desiderio prima di divenire sovrano, preso un giorno dalla stanchezza decise di fermarsi con i suoi servi e di sdraiarsi a terra per riposare. Si addormentò presso il fiume Leno sognando un serpente che gli si attorcigliava attorno al capo, fatto peraltro che si stava avverando per davvero! Il valletto infatti avvertendo il pericolo, evitò di svegliarlo per non rischiare di spaventare l’animale che avrebbe reagito con il proprio morso mortale. Per fortuna il serpente si allontanò.
Quando Desiderio si svegliò, raccontò il sogno, il servo rimase esterrefatto raccontando a sua volta che era esattamente ciò che gi era appena accaduto. Nel sogno inoltre il serpente aveva indicato un luogo che era lo stesso in cui l’animale si era rifugiato nella realtà.
Scavando in quel punto ritrovarono un enorme tesoro, tre leoni d’oro. Il serpente intorno alla testa era ulteriore simbolo della futura incoronazione e Desiderio a ringraziamento dell’episodio fece costruire l’abbazia di Leno.
Questo dimostra che un tempo veniva attribuita un’enorme importanza a sogni e visioni in cui i protagonisti erano gli animali.
Essi rappresentavano il contatto con il divino e attraverso di loro era Dio stesso a parlare.
Leoni, aquile, serpenti, conigli, ognuno di loro doveva essere ascoltato se appariva in sogno. Perché loro conoscono il nostro destino e ci parlano attraverso i loro nobili ed inconfondibili gesti. (Isabella Dalla Vecchia)

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