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Manifestazione Internazionale contro la vivisezione e la Harlan – Udine – 29.09.2012

Il corteo internazionale contro Harlan Laboratories, svoltosi sabato scorso, 29 Settembre 2012, ad Udine, è stato indetto da No Harlan Group, patrocinato dal Comune di Udine e sostenuto da una serie di associazioni animaliste.
Organizzazione perfetta, tra l’altro con concessione di spazi bellissimi da parte del Comune, il quale sta per approvare un Regolamento a tutela degli animali e contenente il divieto di ogni sperimentazione animale sul suo territorio. Il patrocinio di questo Comune è cosa a dir poco singolare, visto che di solito gli animalisti si trovano osteggiati dagli enti locali e dalle Autorità.
Ai molti che chiedono: “Perché a Udine?” va risposto che a pochi km dalla città si trova una grande sede della Harlan, nota fabbrica di morte e tortura, che tiene imprigionati cavie, maiali, conigli, ratti, criceti, scimmie e così via.
A Udine sono arrivate persone da ogni parte d’Italia (Puglia, Campania, Liguria, Sardegna, Lazio, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, etc…) ed anche dall’estero, con una partecipazione di almeno 1.500 animalisti!
Moltissimi sono arrivati in pullman, da seguito di tantissime ore di viaggio.
E’ importante notare che hanno partecipato non soltanto gli appartenenti alle associazioni, ma anche tanti “cani sciolti”, come me, peraltro di tutte le età e di tutte le classi sociali.
Ciò che è emerso è che gli antivivisezionisti sono tanti, tantissimi, e non possono essere schedati in un gruppo di fanatici, come certi “nemici” tentano di fare! Il corteo si è svolto all’interno dell’ordinatissimo e pulitissimo centro storico di Udine, pacificamente ma anche rumorosamente, come ben si aggrada ad una manifestazione che si rispetti, con fischietti, slogan, cori che urlavano il nostro NO ALLA VIVISEZIONE!Quasi tutti portavamo almeno un cartello, una maglietta, persino un ombrello con attaccati dei messaggi.

Una delle cose che mi ha colpito, è che eravamo tutti commossi, un po’ perché le fotografie che noi stessi avevamo apposto sui nostri cartelli di protesta ci spezzavano il cuore, un po’ perché pensavamo a quelle creature tuttora rinchiuse e torturate, un po’ perché le dimensioni del corteo, che pareva una scia infinita, ci facevano percepire che qualcosa di grande stava avvenendo.
Io dal canto mio portavo un cartello dedicato a Cocò, una conigliona bianca, salvata da un laboratorio di vivisezione, che una mia amica di Milano ha adottato e ama più della sua vita: sotto la sua fotografia quella di un cadaverino di un altro coniglio vivisezionato.
A chi me lo chiedeva ho dato testimonianza che ora Cocò non è più soltanto il numero che porta tatuato su un’orecchiona, ma è una vita, una dolcissima coccolona che, nonostante ciò che ha passato, ha fiducia nelle persone.
Fin da subito, al ritrovo in Piazzale I maggio ho fatto amicizia con una coppia di anziani di Gorizia, accompagnati dalla loro cagnolina, una meticcia vecchiotta, zoppicante e tanto dolce, i quali mi hanno spiegato di essere lì grazie a Facebook, che aveva permesso loro di sapere dell’evento, e che avrebbero marciato piano piano, al passo con la loro piccola, per difendere tanti altri pelosini.
Ecco io credo che questo la dica tutta…Questa coppia non era l’unica di una certa età, così come c’erano deliziosi bambini mano nella mano con i loro genitori; una piccola addirittura addormentata in mezzo ai fischi in braccio al suo papà.
E poi …c’erano tanti, tantissimi cani, molti provenienti da brutte situazioni, come le perreras. L’mmancabile, Camilla la maialina, che in tanti abbiamo coccolato mentre lei ci scodinzolava festante, con quegli occhi che ti trapanano il cuore e che ti fanno pensare ai suoi fratelli negli allevamenti.

Un moto di fastidio l’ho provato durante al conferenza (di per sé meravigliosa, con relatori il Dr. Massimo Tettamanti ed il Dr. Leonardo Caffo), quando, buttando l’occhio sul cartello di una ragazza vicino a me, ho letto “NO ALLA VIVISEZIONE PER CANI, GATTI E PRIMATI”.
Ecco, ho pensato che questa ragazza era proprio fuori luogo, visto che eravamo tutti li’ per un solo motivo, manifestare contro ogni vivisezione, senza alcuna distinzione. Per un attimo ho avuto l’istinto di parlarle, ma ho preferito non perdere tempo con una persona che evidentemente, pur partecipando a situazioni come questa, non è in grado di capire l’antispecismo. Antispecismo che era il leitmotiv di questo evento: parlando con la gente, leggendo i cartelli, si capiva che per tutti noi è inconcepibile far soffrire e torturare un ratto, così come un cane, un gatto o una scimmia.
Fastidio l’ho provato anche durante la marcia, quando un prete che passava di là ha fermato alcuni di noi per rimproverarci! Ma, d’altra parte, si sa quale sia la posizione della Chiesa sul tema animali!
Per il resto vorrei riuscire a descrivere l’intensa emozione che ha permeato per l’intera durata questa manifestazione, ma è difficile: eravamo tutti uniti, felici di esserlo ma tutti portatori di quel terribile groppo in gola che chi ama gli animali ben conosce.
Ma le cose possono cambiare e noi l’abbiamo chiaramente percepito, come quando, passando lungo una delle belle vie del centro città, alcune ragazze sedute nel dehor di un bar si sono alzate in piedi commosse, e ci hanno applauditi gridando “BRAVI!”.
Ecco, lo voglio con orgolgio, non siamo isolati, non siamo pochi e siamo in aumento, sempre di più e sempre più motivati!
Per noi non è la battaglia per un ideale astratto: noi siamo mossi dalla disperazione per quei poveri piccoli che concretamente subiscono maltrattamenti, torture e morte all’interno degli allevamenti e dei laboratori.
Noi abbiamo i loro occhi nel cuore, e questa è una forza che non si può davvero arginare. E’ una rivoluzione. Speriamo che a quelle creature, rinchiuse nel buio, nel dolore e nel terrore, sia arrivata qualche sensazione di non essere del tutto sole.
(Testo e foto di Cinzia Prosdocimo – Un cane sciolto, con un cuore grande grande…)

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