Manifestazioni

Vegan-festa e Vegan-arte a Seravazza!


Si è conclusa a Seravezza il 1°maggio la seconda edizione del Veganfest.Buon successo di pubblico (seppur a causa cattivo tempo un po’ sotto le aspettative degli organizzatori) e qualche polemica interna al mondo “vegan” che ha portato a qualche defezione dell’ultimo secondo.
Tanti gli amici di RadioBau che hanno partecipato al Festival e che ci hanno raccontato di una manifestazione allestita all’interno di una splendida cornice – l’intero paese di Seravezza addobbato di verde e blu – e che è stata capace di accogliere e avvicinare persone che hanno fatto scelte molte diverse (dagli onnivori ai crudisti) favorendo tra loro un reciproco e stimolante dialogo.

Oltre 300 eventi in 5 giorni: tantissimi stand (purtroppo i più penalizzati dal cattivo tempo di lunedì e martedì) con tanti prodotti (legati all’editoria, all’alimentazione, alla biocosmesi e igiene, all’abbigliamento e arredo, al benessere), concerti, conferenze, esposizioni di pittura, mostre fotografiche, dibattiti, laboratori, ristoranti.
Chi è stato a Seravezza ha potuto conoscere in prima persona i rappresentanti di tantissime associazioni animaliste e umanitarie internazionali, di aziende del mondo dell’ecologia e del benessere e ancora tanti operatori e persone sensibili ai temi del vivere secondo un’etica cruelty free.
Tra questi anche numerosi artisti: Marco Ferra, Gianluca Acca, Raffaella Cosco, Achille Jachetti, Tony Lamanna e Proca che hanno esposto la loro creatività in diversi spazi creati all’interno del Festival.

Non potevano non fare una chiacchierata anche con Achille Jachetti fotografo invitato a esporre la sua intensa mostra fotografica “Macelleria.me. Carne, da esposizione, in vendita” al Festival:
“Non mi è era ancora capitato di esporre dei mie scatti all’interno di una manifestazione dedicata a tematiche così vicine a quelle della mia mostra e l’esperienza è stata molto positiva sia dal punto di vista dei numeri (quasi 1000 visitatori in 5 giorni), sia dal punto di vista della qualità dei feedback ricevuti.
Sono stato a Seravezza per l’intera durata del Festival; la mostra era aperta dalle 10 alle 20 tutti i giorni e ho passato buona parte del tempo proprio alla Galleria espositiva Arkad che l’ha ospitata (uno spazio splendido e perfetto per la tipologia e per la misura “extra large” delle tele fotografiche che esponevo). Essere presente alla galleria mi ha fornito tantissime occasioni di confronto e dialogo diretto con i visitatori…”

In occasione del VeganFest la mostra ha abbandonato la formula della “one night exibition” che aveva caratterizzato le prime due edizioni milanesi di “Macelleria.me” (alle quale Radio Bau e Freccia 45 hanno partecipato attivamente) e si è arricchita di nuovi scatti.

Abbiamo chiesto ad Achille come sono stati accolti:
“Con questo progetto fotografico voglio raccontare i miei “Perché” – Perché sono vegetariano da trentacinque anni – e alla galleria Arkad è stato interessante vedere come le mie ragioni, tradotte in immagini, venivano lette, percepite, ritradotte dal pubblico.
Ho visto con i mie occhi le reazioni ad ogni singola foto!
Senza dubbio quelle che hanno maggiormente colpito sono stati gli scatti dedicati alle uova, alla “Strage degli innocenti di Pasqua” e i nuovi scatti dedicati al “drenaggio” e alla “vivisezione”.
Mi sono stupito delle tantissime persone colpite dal soggetto “arrosto” (soggetto presente fin dalla prima edizione della mostra).
Una ragazza di Roma che è venuta a visitare in giorni successivi la mostra, l’ultimo giorno mi ha voluto parlare e mi ha chiesto se fosse possibile scaricare sul cellulare quello scatto; mi ha poi raccontato di essere ancora “onnivora” e che vedendo quella foto si era resa conto di cosa stesse mangiando; mi ha spiegato che quell’immagine la motiva – e crede che la motiverà – a cambiare la sua alimentazione.”


Al Festival erano presenti anche tantissime persone che hanno fatto le scelte alimentari più diverse: vegetariani, vegani, crudisti, fruttariani…
“Sì, un pubblico eterogeneo e consapevole di quel che mangia. In tal senso sono state interessanti anche le reazioni di persone già sensibili e vicine ai “perché” che ho tradotto in immagini.
Alcuni vegetariani mi hanno detto di non trovare così crude le immagini della mostra se confrontate con la crudezza delle foto dei macelli veri e delle torture sugli animali.
Altri (la maggioranza) uscivano dalla mostra ringraziandomi per questo progetto e per aver tradotto in immagini così forti quello che pensano.
Molti mi hanno anche lasciato anche dei bellissimi messaggi sul ‘libro degli ospiti’ (oltre sei pagine di firme e commenti!):
“Finalmente qualcuno che con uno scatto può far aprire gli occhi sull’ovvietà più scandalosa di questo mondo… LA CARNE FA BENE!…ora posso capire cosa gli animali provano… COMPLIMENTI!” F.D.N.“Mettiamole nei supermercati e nei macelli! Bravissimo! Grazie”

“Cosa ne pensi UOMO? Guarda queste foto con l’anima e non con la tua pancia!” A.G.
“Grande artista, foto stupende, immagini forti per chi la carne la mangia ma la realtà degli animali e di gran lunga peggiore. Un grazie di cuore a tutti coloro che danno il loro contributo affinché l’olocausto animale abbia fine. Spero che i soggetti delle foto diventino degli animali perché sarà ancora più chiaro l’inferno che essi vivono” M.E.

In conclusione quindi un bilancio positivo:
“Decisamente! Porto a casa una bella esperienza, tanti complimenti sia per il messaggio sia per la scelta stilista (mi fa piacere che davvero in tanti abbiano definito gli scatti “caravaggeschi”), tante storie, punti di vista, messaggi, nuovi stimoli e speranze.”Qualche parola su movimento vegan in Italia?
“Non faccio parte di organizzazioni e confesso di non essere molto attento ai movimenti dei vari gruppi “vegan” che negli anni si sono sviluppati.
Guardo più al movimento in generale e sono contento che oggi in Italia ci siano tante persone sensibili all’argomento e che il numero dei vegetariani sia in crescita in Italia così come in tutto il mondo.
Guardo poi al particolare e alla singole persone: nel corso della manifestazione ho parlato con tanti volontari arrivati da tutta Italia con non poche difficoltà per dare supporto al Festival. Persone sensibili e determinate al tempo stesso, accumunate non tanto – o non solo – dall’adesione a singole organizzazioni ma dalla semplice consapevolezza che per cambiare (e migliorare) il mondo bisogna partire da sé stessi.”
Prossimi appuntamenti con Macelleria.me?
“Nel corso del Festival il progetto ha suscitato interesse; sono disponibile a portare la mostra in altri e nuovi luoghi. Ho ricevuto già una proposta per settembre e come sempre sarete i primi a saperne di più!”
Per conoscere il progetto di Achille Jachetti vi invitiamo a visitare il sito www.macelleria.me. Sul sito, è possibile anche vedere le foto che sono state esposte (se non avete la PW per accedere all’area dove è possibile vedere le foto potete richiederla a info@macelleria.me).
(di Simona Bettazzi, presente al VeganFest 2012)

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